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L'area del tempio romano Teatro antico e tempio romano, si ridisegna l'area archeologica di Agrigento

La seconda campagna di scavi durerà dagli 8 ai 12 mesi. Entro un anno sia il teatro che il tempio entreranno nel percorso di fruizione della Valle dei templi

di Debora Randisi - 19/04/2017

Partirà agli inizi di maggio la seconda campagna di scavi per il ritrovamento del teatro antico di Akragas. La ricerca archeologica riprenderà anche sul sito del tempio romano per il quale è in programma un progetto di ricostruzione di una parte del triportico. Se la prima campagna, che potremmo definire esplorativa, era durata pochi mesi (dallo scorso ottobre fino a gennaio), la seconda fase di ricerca durerà dagli 8 ai 12 mesi. Entro un anno sia il teatro che il tempio romano entreranno nel percorso di fruizione della Valle dei templi ridisegnando l'area archeologica di Agrigento.

Teatro antico. L'obiettivo principale dell’imminente campagna di scavi è quello di portare alla luce l'ima cavea, la parte centrale del teatro, ovvero la gradinata che ospitava il pubblico. Un lavoro lungo e delicato quello che si apprestano a compiere operai e studiosi. Occorrerà scavare fino a cinque metri di profondità rispetto al livello di calpestio. Operazioni che per la stragrande maggioranza andranno condotte manualmente. La speranza degli studiosi è che almeno la parte centrale del teatro, nascosta ad oggi sotto metri di terra, si sia conservata quasi integralmente.

Sinora, dagli scavi condotti nei mesi scorsi, sono infatti affiorate solo strutture datate III secolo a. C. e tutte spogliate di cui restano ben visibili le fondamenta e null'altro. Anche subito a sud della summa cavea, ovvero nella parte superiore della gradinata emersa a pochissimi centimetri di profondità, nulla si è conservato. Sotto il velo di terra antica la roccia è totalmente sgretolata, anche se si possono notare degli intagli sulla roccia che vanno proprio a disegnare i primi gradini.

Parallelamente alla ricerca nell'ima cavea verranno condotte le indagini sull'orchestra. Gli studiosi porteranno alla luce la parte del teatro che ospitava il coro, situata proprio alla base della cavea e frapposta quindi tra gli spettatori e la scena. "Non sapremo ancora come procederemo, bisognerà capire fin dove arriva lo strato di humus. Ma del resto la caratteristica degli scavi archeologici è proprio questa, non sai mai che sorprese possa riservare", spiega l'archeologa del Parco Concetta Parello. 

Tempio romano. Sul sito del tempio la fase preliminare all'avvio dei lavori è già in corso. Tutto deve essere pronto per la realizzazione del progetto di anastilosi di una parte del triportico messo a punto dal Politecnico di Bari. Saranno ricostruite tre colonne del tempio (utilizzando sia blocchi originali che ricostruiti dall'università) sopra le quali verrà ricollocato l'unica porzione di architrave originale rinvenuto.  A completamento della ricostruzione del triportico verrà realizzata una controventatura con un sistema di travi in legno.

Una significativa novità potrebbe però emergere nella fase di preparazione del terreno per la ricostruzione. A nord del tempio è stata infatti rinvenuta una concentrazione notevole di tegole. Il dato è parecchio interessante. "Non sappiamo ancora nulla di queste tegole - afferma l'archeologa Parello - ma potrebbero appartenere al tetto del tempio, se così fosse sarebbe un dato importantissimo che ci consentirebbe di capire fino a quando il tempio è rimasto in piedi”. Come sappiamo, il sito del tempio romano – per gran parte spogliato in età tarda – era divenuto nel corso del tempo una discarica oltre che a luogo di produzione e lavorazione (ritrovati infatti una fornace, una concentrazione di ossa di buoi lavorati artigianalmente). Le tegole sono emerse dopo la rimozione di strati di materiali della discarica e andranno adesso rimosse e analizzate. Quella parte del tempio dovraò infatti essere ripulita e il livello del terreno dovrà scendere fino alla base delle colonne.

Una parte della discarica che insiste sopra il sito del tempio verrà invece musealizzata e farà parte del percorso di fruizione turistica. In archeologia infatti il ritrovamento di un butto è un elemento preziosissimo in quanto dalle ricerche condotte sugli strati e sui materiali vengono ricavate un’infinità di dati relativi alle abitudini alimentari, produttive, culturali della popolazione di un dato periodo storico.

Tante dunque le domande a cui si cercherà di dare risposta in questi mesi di ricerca. In quale stato si presenta la gradinata del teatro? Ci sono tracce monumentali della scena? Qual è in definitiva la conformazione dell'edificio? Cosa possiamo ancora dire del tempio romano? 

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