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Mandorlo in fiore anno zero Gli operatori turistici: "Così non va"

Sono quasi tutti d’accordo. Aver ridotto il Mandorlo a una decina di giorni, considerando il flusso di spettatori proveniente quasi ed esclusivamente dalla Sicilia, ha penalizzato economicamente la città

di Debora Randisi - 13/03/2017

Gli operatori del settore sono quasi tutti d’accordo. Avere ridotto il Mandorlo a una decina di giorni, considerando il flusso di spettatori proveniente quasi ed esclusivamente dalla Sicilia, ha penalizzato economicamente la città. Ma ci sono anche altri aspetti su cui sembrano convergere e la voce, di fondo, è quasi unanime. Ecco le dichiarazioni che Agrigentosette ha raccolto facendo un bilancio di questa edizione "zero" del nuovo Mandolo in fiore organizzato dal Parco archeologico della Valle dei templi.

Giuseppe Lo Pilato, direttore Fai Giardino della Kolymbetra. "Quest'anno abbiamo avuto il doppio di presenze rispetto alle precedenti edizioni. Ieri un'affluenza record alla Valle. Punto debole che si ripete sempre è però la tempistica: non si può promuovere un mese primo un evento del genere che andrebbe lanciato ad ottobre. C'è un problema politico che va al di là di chi organizza. Ma è opportuno che ci sia attenzione a tutto: ho saputo che ci sono state delle difficoltà in città per i bagni, che erano insufficienti. Dobbiamo essere bravi a rendere questa festa un momento promozionale della città”.

Pietro Fattori, direttore Ferrovie Kaos. “Al di là degli ottimi risultati ottenuti sul fronte del turismo ferroviario (oltre le 1500 presenze) mi auguro che questa edizione rappresenti una ripartenza. Bisogna iniziare ad immaginare il festival come un evento che porta ricchezza al territorio e, dunque, pensato ed organizzato, in primo luogo, per il turista. Occorre puntare tutto sulla collaborazione tra le varie realtà presenti nel territorio mettendo da parte le gelosie e i rancori. Unire i fornitori di servizi, i gestori delle strutture ricettive, con l’ente pubblico che deve limitarsi ad un ruolo di coordinamento. Rispetto al passato ho comunque intravisto notevoli passi in avanti in questa direzione. Ma si deve fare ancora di più se vogliamo puntare ad una crescita reale”.

Don Giuseppe Pontillo, direttore MUDIA. "Credo che se si vuole parlare di stagionalizzazione portare il Mandorlo così in avanti non sia positivo. Per il resto ci vuole grande gratitudine nei confronti del Parco che ha permesso alla città di avere la festa del Mandorlo nonostante i tempi ristretti. Il parere su una festa del genere sono molto soggettivi da parte di tutti. Forse la città ha delle aspettative più "folkloristiche", Agrigento è un po' restia al cambiamento. Vorrebbe la sagra nelle stesse vie, con gli stessi percorsi, gli stessi suoni. Per noi è stata positiva l'esperienza dei laboratori e degli spettacoli nella Chiesa di San Lorenzo, ma andrebbe verificato meglio per le prossime edizioni il tipo di attività da svolgere dentro i luoghi di culto ed essere più rispettosi dello spazio, dell'iconografia e dell'archittettura del luogo".

Francesco Picarella, presidente Federalberghi Agrigento. " La qualità della festa è stata importante grazie al riconoscimento ufficiale dell'Unesco, un buon inizio insomma. Da un punto di vista recettivo, il fatto che non si siano fatti i quattro fine settimana ha penalizzato. Non dobbiamo vendere le camere ai gruppi folkloristici, ma ai turisti. Non abbiamo ancora i dati ufficiali, ma il fine settimana è stato un buon momento per il flusso turistico regionale. Non è certo una festa che richiama gente da Londra. Qualche cosa si poteva fare meglio, certo, ma ora bisogna mantenere lo stesso format, cercando di migliorare. Degne di nota le manifestazioni collaterali: Mandorlo Slow, laboratori, concerti in piazza”.

Gaetano Pendolino, amministratore Distretto turistico Valle dei templi. C’è stato un parziale cambio di indirizzo legato ai patrimoni Unesco, ma si è registrato anche un decremento economico. La sagra di per sé non riempie la settimana, pertanto, l’afflusso maggiore si registra nei weekend e tanto vale proporre gli eventi in diversi fine settimana.  La finale è andata molto bene, seppur i gruppi erano limitati nella quantità, alcuni senza la banda al seguito, e questo poi incide nella valutazione delle persone. Spero che la linea innovativa Unesco non vada a intaccare la festa nella sua popolarità. L’innovazione va inserita anno per anno in modo graduale. C’è poi la necessità di identificare l’evento come momento di promozione turistica e non di produzione di uno spettacolo fine a se stesso. Va segmentata l’offerta e occorre raggiungere i target di riferimento degli eventi. Vanno inoltre potenziati i laboratori ovvero il turismo esperienziale, oggi di grande incentivo”.

Cristian Moncada, fondatore del network turistico City of the temples. “Sono sicuro che negli ultimi due anni si siano fatti dei passi in avanti. I risultati concreti si possono ottenere unendo le migliori esperienze delle ultime edizioni in una pianta organica: l’integrazione nel centro storico, la qualità dei gruppi legati ai patrimoni Unesco, una programmazione più lunga come quella dello scorso anno, gli eventi a San Pietro di grande pregio sono tutti aspetti positivi di cui andrebbe fatto tesoro. Ma la vera rivoluzione del Mandorlo sarebbe quella di promuoverla un anno prima. Sulla comunicazione nessuno è stato mai incisivo. Il Mandorlo va pubblicizzato già dal mese prossimo”.

Fabrizio La Gaipa, presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi. “Il livello culturale della manifestazione mi ha soddisfatto, si è visto un salto di qualità. A livello organizzativo va dato atto che era la prima organizzata dal Parco e quindi qualche imperfezione c’è stata com’ era normale. Abbiamo avviato un sondaggio con i nostri consorziati ma il bilancio sembra positivo soprattutto per il fine settimana. Ci sono tre cose che si possono fare per migliorare dalla prossima edizione. Potenziale la promozione; dare maggiore solennità ai momenti più significativi come il momento di pace tra Palestina e Israele, invitando le delegazioni dei paesi e organizzando degli incontri; e reinserire la formula weekend. Noi continuiamo a festeggiare il Mandorlo con la Mandorlara anche nei prossimi fine settimana,  Il mondo della gastronomia è molto importante per il nostro territorio”.

Massimo Brucato, presidente Slow Food Agrigento. “Il MandorloSlow è stata un’esperienza brillante, forse una delle migliori della festa. Grande partecipazione ai laboratori, tanta gente soprattutto nell’ultimo weekend.  Non è stato lo stesso per il Mercato Slow il quale avrebbe goduto di una maggiore attenzione se fosse stato in un posto più centrale. Lo scorso anno la formula in più week end si è mostrata vincente considerato il tipo di flusso turistico. Il Mandorlo ha delle grandi potenzialità, bisogna pensarlo in grande, con più musica, più piazze impegnate, un evento come quello che fanno in Gran Bretagna sulla musica celtica e che richiama migliaia di persone. Adesso occorre subito mettersi a lavoro per il prossimo anno”.

 

La foto in alto è di Giuseppe Greco

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