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Democrazia partecipata
Democrazia partecipata Giusto il sondaggio del Comune, ma che sia corretto e trasparente

Fa molto discutere l'iniziativa dell'amministrazione comunale di Agrigento, di sottoporre a un sondaggio popolare la destinazione delle somme derivanti dalla quota del 2% dei fondi trasferiti dalla Regione Siciliana. Una proposta al sindaco Firetto

di Michele Scimè - 11/02/2017

L'iniziativa dell'amministrazione comunale di Agrigento, in osservanza della legge regionale, di sottoporre a un sondaggio popolare la destinazione delle somme derivanti dalla quota del 2% delle somme trasferite dalla Regione Siciliana - pari a € 55.944,00 -, alla luce delle numerose lamentele manifestate da tanti utenti su Facebook, è certamente apprezzabile nelle intenzioni ma è, tecnicamente, quantomeno imperfetta e poco trasparente, ad essere buoni.

Decine di utenti, infatti, lamentano l'impossibilità di votare in quanto il sistema informatico di gestione del sondaggio, al momento del voto, restituisce il messaggio "Ci dispiace, sembra che tu abbia già votato, non è possibile esprimere più di un voto". Il sospetto, senza approfondire più di tanto l'analisi tecnica della piattaforma di voto, è che si sia utilizzata la stessa piattaforma di sondaggio utilizzata nel 2016, variando solo le voci, e che quindi i cookies o gli altri sistemi di controllo - per quanto elementari - impediscano il voto a quanti avevano votato nel precedente sondaggio.

Da una veloce analisi, con una prova fatta in modo abbastanza "artigianale", abbiamo appena verificato un altro problema: dallo stesso pc, utilizzando due browser diversi (Internet Explorer e Chrome) abbiamo appena votato due volte. Anche questo è un dato che falsa il sondaggio. Mentre gli utenti meno esperti (cioè la gran parte) stanno riscontrando problemi, come detto, si deve sottolineare il fatto che un utente un po' più "smanettone", con piccoli "trucchetti del mestiere", potrebbe votare infinite volte.

Ciò che salta immediatamente all'occhio, e che falsa completamente lo spirito della pur lodevole iniziativa, però, è la modalità di voto prevista: può votare chiunque, ovunque sia residente, da Canicattì a New York passando per Sidney. E questo è assolutamente illogico: la rete ospita miliardi di utenti, il sondaggio è diffuso attraverso i social network e non ha senso che possa votare il cittadino di Bergamo o di Toronto per un sondaggio che riguarda Agrigento e gli agrigentini.

Scelta la strada del sondaggio popolare, perchè non farlo nel modo più corretto, regolare e trasparente possibile? La piattaforma attuale ed il risultato prodotto, che valore ha posto il fatto che appare evidente che vi siano problemi tecnici, buchi e nessun controllo?

Il suggerimento che ci sentiamo di dare all'Amministrazione, al fine di realizzare un sondaggio serio, trasparente e soprattutto vero, è il seguente: si azzeri tutto, si realizzi immediatamente una piattaforma di sondaggio tecnicamente corretta, che preveda l'iscrizione degli utenti, i quali devono essere residenti ad Agrigento o quantomeno nati ad Agrigento, che impedisca ogni tipo di "trucchetto" e impedisca, ad esempio, che attraverso il tam tam fra amici, si possa orientare il sondaggio - oggi aperto a chiunque da dovunque, ripetiamo - in un verso o nell'altro. Ne avrà un beneficio la città, perchè il risultato sarà un risultato vero e veritiero, saranno gli agrigentini a scegliere, non ci sarà possibilità di orientamento del voto e si eviteranno polemiche e lamentele.

Altrimenti, e lo diciamo senza malizia e senza alcuna polemica, visto che il sistema attuale è sostanzialmente inutile e non traparente, la scelta la faccia direttamente l'Amministrazione, assumendosene la responsabilità e la paternità. Sarebbe amministrativamente e politicamente corretto ed eviterebbe sospetti, polemiche e critiche che, com'è facilmente riscontrabile su Facebook, sono già inevitabimente partite.

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