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Al San Giovanni di Dio Camici bianchi con la pistola alla tempia

Natale avvelenato per medici ed infermieri precari dell’Asp di Agrigento. Il rinnovo degli incarichi fino al 30 giugno 2017 deliberato dalla Giunta regionale ormai un mese fa è stato infatti subordinato dalla Direzione Generale alla firma di un documento di rinuncia a risarcimenti dovuti

di Michele Scimè - 19/12/2016

Sotto l'albero medici ed infermieri precari dell’Asp di Agrigento hanno trovato una sorpresa. C'è chi quella sorpresa, senza troppi giri di parole, la chiama ricatto. Certo è che è un Natale avvelenato per il personale precario dell’Asp di Agrigento. Il rinnovo degli incarichi fino al 30 giugno 2017 deliberato dalla Giunta regionale ormai un mese fa è stato infatti subordinato dalla Direzione Generale alla firma di un documento di rinuncia a risarcimenti dovuti. Spieghiamo meglio. I precari che hanno completato tre anni di servizio hanno diritto alla stabilizzazione attraverso procedure concorsuali riservate e ad un risarcimento economico per l’abuso in questi anni delle proroghe dei contratti a tempo determinato, abuso condannato peraltro anche dalla Comunità Europea.

In queste condizioni si trovano tantissimi medici ed infermieri che negli ultimi anni hanno garantito che gli ospedali dell’Asp potessero funzionare passando di proroga in proroga degli incarichi nell’attesa che si bandissero finalmente i concorsi per la stabilizzazione. A tutti loro adesso la Direzione Generale chiede di rinunciare ad ogni pretesa risarcitoria per il mancato rinnovo dell’incarico. E lo fa obbligandoli a firmare un documento nel quale paradossalmente sono proprio medici ed infermieri a rinunciare “spontaneamente” a contenziosi definiti addirittura “inutili”.

Il documento circola in questi giorni nei reparti tra lo sconcerto generale e la legittima rabbia di quanti continuano a non vedere rispettato il proprio lavoro e la propria professionalità. L’alternativa è infatti tra il firmare e continuare a lavorare rinunciando ad un proprio diritto o non firmare e restare disoccupati. Il 31 dicembre infatti scadranno tutti gli incarichi ed è evidente come ci sia davvero pochissimo tempo per valutare con cognizione il da farsi.

Pare comunque che tutto il personale, confortato anche da diversi pareri legali che definirebbero privo di valore il documento proposto dalla Direzione Generale e quindi facilmente impugnabile in Tribunale, abbiano deciso di firmare il documento. Ci si chiede però cosa potrebbe accadere se tutti decidessero di non firmare. Probabilmente a partire dal prossimo 1 gennaio diversi reparti ospedalieri dovrebbero chiudere i battenti per mancanza di personale. Situazione molto difficile quindi e come al solito vessatoria per i precari che da un lato vedono sempre più lontana la stabilizzazione concorsuale e dall’altro si vedono costretti a rinunciare a diritti sanciti dalla legge.

 

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