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Giuseppe Parello
Parello "Mandorlo 2017? Un grande successo"

Il direttore del Parco: "Il pubblico di domenica non si vedeva da trent'anni". Nell'intervista rilasciata ad Agrigentosette Parello fa un bilancio della settantaduesima edizione dell’ex Sagra. Risponde alle critiche mosse dalla città e dagli operatori turistici

di Debora Randisi - 14/03/2017

Il tono della voce ora è decisamente più rilassato. La festa del Mandorlo è andata. E checché se ne dica, per il direttore del Parco Archeologico Giuseppe Parello, è stata un successo: "La comunicazione è stata fatta per tempo, abbiamo lanciato il Mandorlo a fine dicembre, come non si era fatto negli altri anni. Sono i numeri a parlare, il pubblico di domenica non si vedeva da trent'anni", risponde secco. Nell’intervista rilasciata ad Agrigentosette Parello fa un bilancio della settantaduesima edizione dell’ex Sagra per la prima volta organizzata dall'Ente Parco. Risponde alle critiche mosse dalla città e dagli operatori del settore turistico e rilancia.

Architetto Parello, facciamo un bilancio di questa prima edizione del Mandorlo in fiore sotto la guida del Parco.

"Siamo molto soddisfatti sul piano culturale: oltre ai patrimoni Unesco, ci sono stati dei momenti di altissimo livello, nazionale con il balletti del maestro Merola e internazionali con il concerto di Teresa Salgueiro. Soddisfatti anche dell’iniziative legate all'arte contemporanea, con la partecipazione della Sovrintendenza e del Pasolini. È stata un’esperienza positiva anche in termini di collegamento con gli altri enti. Oltre al livello culturale abbiamo cercato di innescare altri processi nuovi come il coinvolgimento dei giovani sul piano delle prestazioni artistiche e della partecipazione agli eventi.  I concerti della Word Music dei Qbeta e Lello Analfino, quello dei Siciliano sono, che raccontano con un linguaggio moderno la nostra cultura, hanno raccolto miglia di giovani in piazza. Uno dei messaggi che abbiamo voluto lanciare è quello che il Mandorlo deve ridiventare un evento popolare fatto da giovani e per i giovani".

Per gli operatori turistici pare che il fatto di non aver utilizzato la formula dei week end come lo scorso anno abbia penalizzato il settore. Come risponde?

"Non penso sia vero. Abbiamo fatto due weekend: la prima domenica è andata bene e l'ultima è stata un’esplosione perché era la finale, l’evento clou. Ma una kermesse non ha un evento clou ogni fine settimana. Abbiamo utilizzato la formula che adottano tutti i festival del mondo. Inoltre avevamo fatto un raffronto tra le presenze nella Valle nei week end nella scorsa edizione e quelle registrate nei week end di quest’anno e i risultati dell'anno scorso sono irrilevanti".

Altra critica che viene mossa da più parti è relativa ad un’insufficiente promozione.

"Credo invece che la comunicazione e la promozione siano state molto efficaci, tant'è che c'è stato il pienone la prima domenica e record di partecipazione per la seconda. È stata una comunicazione fatta per tempo, abbiamo lanciato il Mandorlo a fine dicembre, come non si era fatto negli altri anni. Sono i numeri a parlare, il pubblico di domenica non si vedeva da trent’anni".

Considerato che l’incarico è stato affidato al Parco solo ad ottobre e che la macchina organizzativa si è messa in moto tardi, in un momento particolare poi, le scoperte archeologiche e le ricerche, lei non ha pensato potesse essere saggio interrompere la sagra e iniziare a programmarla direttamente per il 2018?

(Sorride) -"Non credo proprio potesse essere una buona idea. Il Parco per fortuna è dotata di un grande staff, siamo riusciti comunque ad organizzare nonostante tutto un evento, sicuramente perfettibile. Anzi, approfitto per ringraziare Marco Savatteri  che ha curato la regia degli eventi esterni e Peppe Mendola che ha curato l'organizzazione generale, hanno svolto un lavoro eccezionale. Non avrebbe avuto senso non organizzare il Mandorlo".

Se dovesse rivolgersi un’autocritica …  

"Quella dell’organizzazione del Mandorlo è una macchina molto complessa, qualche disfunzione c'è stata, era inevitabile insomma".

Quando si inizierà a lavorare per la prossima edizione?

"Credo che le condizioni per cui sarà nuovamente il Parco a farsi carico dell’organizzazione ci siano quindi inizieremo da subito a lavorare partendo da un’azione di analisi rispetto a quello che è stato quest’anno. Ma abbiamo compreso che l’animazione territoriale ha riscosso un grande successo. Qualcuno addirittura un successo eclatante, come lo spettacolo su Giufà, con dodici repliche. Benissimo anche i laboratori di Slow Food". 

Il prossimo anno dunque, mi pare di capire, vedremo una festa del Mandorlo simile a quella appena conclusa. Secondo lei quale aspetto va potenziato?

"Fondamentale penso che sia potenziare il rapporto con la comunità e accrescere la partecipazione dei cittadini. Ma sono processi lunghi, occorre perseverare ed insistere. Bisogna puntare sul concetto di festa popolare e sui giovani".

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