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Bernardo Campo
Valle dei templi Bernardo Campo: "Per il Parco rappresento la continuità"

Il neo presidente del Consiglio del Parco archeologico illustra i primi obiettivi a breve termine e replica al sindaco Firetto. "Non c'è nessuna barriera. Lo testimonia anche l'esperienza del Mandorlo, che il Parco ha organizzato sulle indicazioni che il sindaco ci ha dato e mi pare sia andata bene"

di Debora Randisi - 29/03/2017

Nominato lo scorso anno commissario del Parco Valle dei Templi, Bernardo Campo, funzionario regionale, è ora il nuovo presidente del Consiglio dell'Ente Parco. Dopo sette anni di commissariamento e di attese sarà lui, per volere di Carlo Vermiglio, assessore ai Beni culturali della Regione siciliana, a guidare l’organo di indirizzo e di controllo del Parco per i prossimi quattro anni.

Il suo curriculum vitae non compare sul sito della Regione, ma di Bernardo Campo, 51 anni, avvocato, si sa che è stato funzionario regionale del dipartimento delle Autonomie locali prima di approdare agli uffici della Valle dei templi nel febbraio 2016. Vicino al deputato regionale Enzo Fontana (Ncd), Campo continua così a rimanere a Casa Sanfilippo alla gestione di una delle realtà economiche e culturali più importati della Sicilia. 

Presidente Campo, dopo sette anni l'Ente Parco ha di nuovo il suo organo deliberativo e di controllo...

"Finalmente abbiamo un nuovo Consiglio che è stato nominato dall'assessore dopo una serie di ritardi, dettate da alcune scelte politiche. La spending review ha imposto all'assessore una riduzione dei membri: da un consiglio di 15 fino ad un consiglio di tre membri con il nuovo decreto. Sono onorato di questo incarico, l'assessore mi ha nominato in quanto rappresenterei la continuità nel segno della gestione dell'Ente che quest'anno si è distinto per una serie di importanti e spettacolari risultati: la ricerca archeologica, il premio paesaggio, l'organizzazione del Mandorlo in fiore, la mostra al British Museum. L'assessore ha voluto che io continuassi".

Un Consiglio che conta la presenza di tre funzionari regionali...

"Siamo in pochi, tutti funzionari pubblici, lavoreremo bene insieme. Oltre a me l'assessore ha nominato Sergio Alessandro, dirigente regionale esperto in materia di paesaggio e la Sovrintendente. Naturalmente non poteva mancare all'interno dell'organo politico di uno dei più grandi siti culturali del Mediterraneo la Sovrintendenza ai beni culturali".

Il sindaco di Agrigento perde, già con le disposizioni di una legge del luglio 2016, il potere deliberativo. Firetto ha dichiarato che si tratta di un attacco alla città.

"Io leggo che il sindaco è presente nel direttivo del Consiglio e che tutto quello che dirà verrà messo a verbale. Non credo che qualcuno possa dissentire con il sindaco, anzi la sua partecipazione serve a legare il Parco e al territorio. L'assessore ha avuto la necessità di ridurre a soli tre membri il Consiglio ed ha scelto i dirigenti regionali. L'Ente Parco è un organo regionale e nell'organo regionale non ci sta il sindaco. Anche nelle altre strutture della Regione come il Parco e il Museo archeologico di Siracusa non è presente il sindaco. Il voto consultivo è un voto di cui il Consiglio tiene naturalmente conto”.

Non è la prima volta che il sindaco afferma che è in atto un tentativo di alzare una sorta di barriera tra Parco e città. Lo ha dichiarato anche quando è stato cancellato quel famoso 30 percento dagli incassi che dal Parco finiva nelle casse del Comune. I fatti sembrano dimostrare questo scollamento?

"Non c'è nessuna barriera, non è affatto così. Ciò lo testimonia anche l'esperienza del Mandorlo, che il Parco ha organizzato sulle indicazioni che il sindaco ci ha dato e mi pare sia andata bene. Il nostro obiettivo è quello di allargare la partecipazione al territorio, realizzando la condivisione del sito non solo a livello comunale ma provinciale coinvolgendo tutto il territorio e legandoci ai sindaci, agli enti locali al fine di creare e diffondere un brand Valle dei templi. L'assessore ha inoltre proceduto alle nomine tendendo conto che non è stata impugnata la legge del luglio 2016. Nessuno ha detto nulla”.

“Un Cda distante dal territorio e mal assortito anche sotto il profilo gerarchico, senza alcuna connotazione scientifica o accademica". Il commento di Firetto è un attacco davvero duro, lei come risponde?

"Le ripeto che nessuno ha impugnato la legge che dettava le nuove disposizioni. Nessuna segnalazione nemmeno da parte di associazioni o dal mondo accademico. Accanto ai tre membri del Cda l’assessore provvederà a nominare una commissione di studiosi, esperti e esponenti del mondo accademico che non avranno una funzione consultiva che comporranno il Consiglio a supporto del Parco. Non fanno parte del Consiglio ma partecipano al Consigli, per intenderci".  

Per il nuovo Consiglio tra gli obiettivi da perseguire c'è sicuramente l'approvazione del Piano del Parco, fermo da tempo all'Assessorato Ambiente e Territorio. Ma adesso do cosa vi occuperete? Quale sarà il primo step?

“La prassi prevede che dopo 15 giorni dalla nomina si insediato il Consiglio. A quel punto verrà rivisto il regolamento formato precedentemente e lavoreranno sui punti all’ordine del giorno stabiliti di volta in volta dal direttore del Parco. Il Consiglio è un organo di indirizzo politico, supportato dagli esperti. Lavoreremo certamente per l'approvazione del Piano del Parco e per la creazione di un marchio Dop, Denominazione di origine protetta, per i prodotti del Parco e per la promozione del sito e del territorio in sinergia con le istituzioni sulla scia del lavoro eccellente che sta già svolgendo il Parco in questi anni”.

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