Mercoledi 15 08 2018 - Aggiornato alle 16:26

don_giuseppe_pontillo
Don Pontillo "Turismo? Frenato dagli agrigentini"

"Raddoppiate tutte le presenze nei nostri itinerari nel centro storico”, afferma il direttore del MUDIA Don Giuseppe Pontillo. Ma la strada da fare è ancora moltissima per il centro storico. Pessimi i trasporti e pessimi soprattutto gli agrigentini

di Debora Randisi - 24/08/2016

“La stagione non è ancora finita, si pensa che sia solo nei mesi di luglio e agosto ma per noi va da aprile ad ottobre. Ad oggi possiamo dire che quest'anno sta andando benissimo, raddoppiate tutte le presenze nei nostri itinerari”. Don Giuseppe Pontillo, responsabile dell'Ufficio Beni Culturali della Curia e direttore del Museo Diocesano di Agrigento (MUDIA), ha un tono di voce entusiasta quando gli chiediamo come sta procedendo la stagione turistica nel centro storico mentre dalla Valle giungono i dati record sul numero di visitatori. I percorsi "Arte&Fede" promossi della Diocesi, e ormai attivi da quattro anni, uniscono le bellezze storiche e artistiche del centro e rappresentano di fatto l’unica offerta turistica a Girgenti. E nonostante i limiti innanzitutto strutturali, il centro storico piace eccome ai turisti, ci spiega Pontillo. Per cambiare le cose "basterebbe poco", ripete spesso nella nostra intervista, con la voce seria e stavolta meno entusiasta. Il punto di partenza dovrebbe essere un cambio di atteggiamento proprio degli agrigentini. Don Pontillo ci svela poi la sua ricetta per il centro storico che l’Amministrazione comunale a parer suo dovrebbe seguire per garantire lo sviluppo di Girgenti.

Secondo alcuni questo 2016 segna un momento di svolta per il turismo ad Agrigento. Le presenze sono aumentate in modo importante. Lei come legge questo dato?

“Posso parlare per la nostra esperienza in centro storico con l'itinerario che abbiamo sviluppato. Per noi è un momento molto molto positivo, stiamo raccogliendo i frutti dell'impegno e di tanta progettazione. Credo che proprio per la serietà che i nostri itinerari hanno dimostrato, la continuità nel tempo e la strutturazione con gli info point lungo tutto il percorso - dalla Valle a San Lorenzo, da San Lorenzo a Santa Maria, da Santa Maria alla Cattedrale e dalla Cattedrale al Museo - abbiano contribuito molto al successo e questo grazie anche ai ragazzi che stanno all'accoglienza, una persona sul luogo pronta ad accogliere i visitatori fa la differenza”. 

Qual è il problema più grande che ad oggi, secondo lei, continua a frenare lo sviluppo del turismo a Girgenti mentre nella Valle si registrano numeri record?  

“Il limite rimane sempre il collegamento Valle dei templi - centro storico. Questo potrebbe far spiccare completamente il volo a un'esperienza che a tutt'oggi è positiva ma che se confrontata ai numeri che registra la Valle rimane davvero lontana da certi risultati. E poi basterebbe davvero poco, soprattutto da parte degli agrigentini che sono i primi a non rispettare il centro storico, sia residenti che non residenti. L'agrigentino non ama la città, di questo ne sono pienamente convinto. Mi riferisco a tante piccole cose, al clima d'accoglienza, al modo di parcheggiare le macchine, di stendere i panni, piuttosto che alla carta buttata per terra, ai fiori messi sul balcone, al modo di stare in mezzo alle strade, di parlare per strada e di rivolgersi al turista.  L’agrigentino ha la pretesa di poter fare ciò che vuole perché cittadino del luogo”.

Ma come arrivano i turisti nel centro storico?

"Tramite le informazioni che ricevono sui nostri siti o attraverso le informazioni dei gestori dei b&b, ma solo alcuni. Tanti operatori del settore non sono neanche informati nonostante ci siamo impegnati a fornire materiali e tutte le informazioni riguardo l'itinerario e la Cattedrale che molti credono non essere fruibile".

Qual è la priorità per il centro storico e cosa dovrebbe fare l'Amministrazione comunale subito?

“Occorrono poche cose indispensabili. Naturalmente bisogna lavorare per far mettere in sicurezza gli immobili fatiscenti che appartengo ai privati e trovare nuove formule, veloci, che non costino nulla alle casse comunali. Questo è un lavoro che bisogna fare a livello politico e degli uffici tecnici. La prima cosa dunque è togliere le brutture di mezzo e questo spetta ai privati chiaramente. La responsabilità del Comune è quella di non intervenire nei confronti dei privati nel dire ‘lo devi fare altrimenti prendiamo dei provvedimenti seri e chiari’. Dopodiché bastano piccole cose, come la cartellonistica nel centro storico, individuare due o tre percorsi per accedere al centro storico da mantenere sempre in ordine, eliminare l'Imu sugli immobili da ristrutturare in centro, eliminare la tassa di occupazione del suolo pubblico se si vogliono aprire locali, eliminare la tassa per il cambio di destinazione d'uso dei locali del centro storico. Ci sono tanti giovani che sono scoraggiati anche dal fatto di dover inserire migliaia di euro in più per queste tasse per l'avviamento."

Il centro storico, considerati tutti i limiti e le difficoltà che ben conosciamo, appare comunque presentabile agli occhi del turista? Cosa colpisce di più di Girgenti ?

“Chi viene apprezza e rimane meravigliato del centro storico nonostante le carenze strutturali, di pulizia. Il centro coi suoi vicoli è molto bello. La bellezza del nostro centro, così irto com'è colpisce eccome. Riceviamo sempre commenti positivi. Certo, poi ci sono altri elementi che contrastano, chi si affaccia alla Torre Campanaria ad esempio non può non notare i recipienti messi sui tetti di qualsiasi genere, forma e colore. Anche lì basterebbe un piano per i recipienti sui tetti, individuando una formula. Ho visto alcuni recipienti sempre in plastica ma a forma di giara, con dei vasi pieni di fiori vicino. Basterebbe poco. Poi c'è il problema dei palazzi che rovinano la visuale spettacolare di cui si gode da lassù, da Punta Bianca fino alla Scala dei Turchi. Ma su questo non so proprio cosa si potrebbe fare...".

La Diocesi sta lavorando a nuovi percorsi turistici che mettono in rete altri edifici storici e sacri della città? 

“Certamente, questa sarà la novità del 2016-2017. Stiamo lavorando a un itinerario completo da proporre alle chiese del centro storico. Vorremmo inserire San Giuseppe, che finirà i restauri a Natale, ma anche San Domenico, l'Immacolata e San Giorgio, sotto il Seminario. Così si chiuderebbe il giro degli edifici sacri più importanti della città”.

SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

scrivi alla redazione