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Salvatore Moncada
Moncada a ruota libera "Se Agrigento si svegliasse..."

Dal giudizio sul sindaco Firetto, ad una sua discesa in campo in politica; dal fiorire del settore turistico ad Agrigento, fino alle sue attività imprenditoriali e alla Fortitudo. L'ex re dell'eolico si racconta ad Agrigentosette. E senza peli sulla lingua...

di Debora Randisi - 12/12/2016

E se il Comune di Agrigento diventasse un Comune-impresa? "Mi piaccono le cose grandi", dice. Scommettere. Puntare in alto, sempre. È questa la linea vincente che Salvatore Moncada dice di aver seguito nella sua vita. Imprenditore agrigentino, 53 anni. Tre figli e una vita intensa. Un uomo che si è fatto da sé. Dopo aver investito fior di quattrini ad Agrigento, le imprese di quello che era stato definito in Sicilia il re dell'eolico, sono concentrate adesso in Sudafrica. Ma si intuisce bene che ha qualche idea che gli frulla in testa. Totò Moncada si racconta ad Agrigentosette. Lo fa nel suo ufficio. Parla a ruota libera per più di un’ora. E senza peli sulla lungua. 

Dal giudizio sul sindaco Firetto, al fiorire del settore turistico ad Agrigento, fino alle sue attività imprenditoriali e alla sua Fortitudo, la squadra che ha riacceso l'amore per il basket ad Agrigento. Del teatro e del suo georadar ci aveva già parlato. “Il teatro è un catalizzatore grazie al quale si potrebbe scommettere di nuovo su questo territorio”, ribadisce.  Ecco Agrigento vista dagli occhi di chi ha investito in questa città. “Una città di grandi teorici, lo siamo tutti, mentre è molto più difficile fare le cose. Sarebbe bello Agrigento se si svegliasse dal torpore”.

Ad Agrigento sembra che qualcosa stia cambiando. Quest’anno i numeri del turismo sono migliorati notevolmente…

"Le cose stanno iniziando a cambiare, ma la grande paura è che oggi le persone si stiano un po’ ubriacando di  questo momento che stiamo vivendo. Molti viaggiatori non preferendo più le mete turistiche del Nord Africa, alcune ormai off limits, vengono qui producendo un grande vantaggio per noi. Ma questo è proprio il  momento in cui bisogna migliorare, occorre interviene subito e in questo l’Amministrazione deve essere importante e presente. Il rischio è che questo momento si sgonfi se non viene fatto nulla e sarà un'altra grande fonte di delusione per il territorio".

Come si dovrebbe intervenire?

"Ritengo che ci possa essere una buona pianificazione da parte del Comune dei servizi. Il turismo è l’unico elemento di sviluppo possibile, e lo dico dopo aver fatto qui impresa. Gli agrigentini hanno zero vocazione su tutte le attività imprenditoriali, sicuramente non ce le hanno nemmeno dal punto di vista turistico, ma hanno un terreno importante su cui investire".

Perché Agrigento fa così fatica secondo lei?

"Il problema di base è che Agrigento è una città povera, sia culturalmente che proprio a livello di voglia di fare. La gran parte delle persone non ha voglia di fare le cose che abbiano uno spettro lungo, perché uno si fa male naturalmente, ma ormai di cose facili non ce ne sono più. L’Amministrazione comunale vive un momento in cui non ci sono soldi, ma la povertà vera è tra la gente che non ha voglia di mettere a disposizione per gli altri un’ora del proprio tempo, che non si incuriosisce alle cose. Se si cambiasse in questo senso potrebbe nasce una nuova realtà, anche un nuovo modello di sviluppo economico, turistico, culturale. Occorre certamente lungimiranza".

Questo sindaco, Lillo Firetto, è lungimirante?

"Firetto è una persona capace. Purtroppo Agrigento è una piazza particolare e questo è un grande problema per chi, come lui ha l’ambizione di continuare, in salita, l’attività politica. Agrigento per essere cambiata purtroppo ha bisogno di scelte coraggiose e Firetto si muove in modo da non schiacciare i piedi a nessuno. Che devo dirle, in questo anno, grossi cambiamenti non ne ho visti. Lui dice che ha fatto tante cose, ha seminato le cose perché nel futuro possano dare frutti. Io non ho motivo di non crederci, ma non ho ancora visto questi frutti. Credo che abbia le capacità, se vuole e se mette a rischio alcuni percorsi. La politica è un grande compromesso, ed è il motivo per cui io non ho fatto politica".

Ma potrebbe candidarsi un giorno?

"Potrebbe succedere quando avrò passato il testimone della mia azienda. Ma non vorrei tanto candidarmi a sindaco, quanto piuttosto mettere a disposizione la mia esperienza, se c’è da qualche parte la volontà e la voglia di apprendere e di fare un percorso".

Parliamo delle sue aziende. Lei anni fa, come si suol dire, ha levato le tende da Agrigento.

"Non ho levato le tende, ho abbattuto il 50 percento delle mie attività".

Cos’è successo?

“La Moncada Energy Group si è sviluppata dal 2007 alla fine del 2012, già nel 2013 eravamo in Sudafrica. In questi 5 anni noi abbiamo investito su questo territorio circa 600 milioni di euro di cui parte soldi nostri e parte dati dagli istituti finanziari. Tornare a quei numeri è praticamente impossibile anche perché è cambiato il contesto economico sociale. Di questi 600, 80 milioni li abbiamo investiti in una fabbrica, quella di Campofranco che ha chiuso, perché il contesto economico mondiale è cambiato". 

Ritornerebbe a investire qui? Ha dei progetti?

"Ovviamente sono estremamente prudente a pensare a nuovi investimenti, ma se in questo territorio dovessi riscontrare una volontà complessiva oppure un qualche catalizzatore grazie al quale si potrebbe scommettere di nuovo su questo territorio...". 

Per esempio?

"Un catalizzatore potrebbe essere il teatro, in settori diversi dai miei potrei anche pensarci magari puntando a qualcosa di più piccolo per poi andare crescendo".   

Quale settore potrebbe essere?

"Credo che il futuro sia il settore agroalimentare. Detto banalmente, ogni b&b dovrebbe proporre le marmellate locali, i nostri prodotti.  Ma a parte pochi prodotti, come l’olio d’oliva, anche questo è un settore che è stato smantellato. È una realtà difficile la nostra, con cui mi sono scontrato a livello di politica regionale. Basti pensare che in Sicilia non ci sono aziende di terza generazione. Sa perché? Appena una realtà imprenditoriale inizia a diventare grossa, non la fanno crescere. Io pensavo alla mafia del pizzo, invece è anche per colpa della mafia delle istituzioni. Senza una politica adeguata non si può fare impresa. In Sicilia al momento può funzionare il modello medio piccola impresa, come nel turismo".

Senta, lei che è un imprenditore ed un innovatore. Questo Comune non ha soldi, provi a buttare già un’idea..

"Ci sono molte cose che possono trasformarsi in risorse. La mia idea su come il Comune potrebbe far soldi l’ho già data all’assessore che si occupa di ambiente e di energia, Mimmo Fontana. Facendo una buona differenziata metà dei rifiuti sarebbe risorsa e verrebbe pagata, mentre l’altra metà sarebbe umido. Ci sono sistemi che non hanno nulla a che vedere coi termovalorizzatori di cui parla la Regione siciliana oggi. La mia idea è legata ai sistemi per lavorare l’umido in un determinato modo così da non andare in discarica. Semplificando c’è la possibilità, attraverso alcuni sistemi, di estrarre biogas, toglie la parte metagenifica. Estrarre metano, dunque risorse. Il Comune potrebbe risparmiare sul suo comparto energetico e potrebbe diventare, utilizzando la propria rete, qualcosa di più di un Comune, un Comune-impresa. Serve però un investimento. Ho detto a Fontana che c’è gente che sarebbe interessata a fare investimenti di questo tipo". 

E' inevitabile, per concludere, chiederle della Fortitudo. Che speranze nutre per questo campionato? 

"È un anno un po’ particolare, ho meno certezze, come dire, interne, rispetto al passato. Le spiego, mentre negli anni scorsi siamo partiti da un gruppo molto omogeneo dove gran parte del gruppo proveniva dall’anno precedente, io sapevo cosa avevamo in mano e cosa avevamo aggiunto. Quest’anno abbiamo cambiato tantissimo la squadra, una cosa nuova per noi. Abbiamo deciso di investire magari un pochino meno su alcuni ruoli però allungando la squadra, cercando insomma di migliorare alcuni punti deboli dello scorso anno in cui avevamo grandi problemi di panchina. Vedremo fin dove riusciremo ad arrivare".

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