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Firetto Il segreto di una candidatura di successo

Si può liquidare il tutto con la tendenza che gli italiani hanno di andare in soccorso del vincitore, ma sarebbe riduttivo e consolatorio per le altre forze politiche

di Giovanni Taglialavoro - 14/04/2015

Non c'è dubbio che la candidatura di Lillo Firetto stia risultando attrattiva sia verso i movimenti e l'associazionismo che verso i partiti. Lo dimostrano 'a contrario' la durezza degli attacchi che unico subisce dagli altri candidati e in positivo le numerose adesioni che sta registrando nell'area del voto d'opinione e negli stessi partiti tradizionali.

Si può liquidare il tutto con la tendenza che gli italiani hanno di andare in soccorso del vincitore, ma sarebbe riduttivo e consolatorio per le altre forze politiche. Ok: due o tutti e sei i posti della Giunta hanno attratto altrettanti esponenti dei movimenti e il resto? Matteo Collura, Franco Fasulo, Francesco Buzzurro, Tano Aronica, Laboratorio Vallicaldi, APC, settori importanti della chiesa agrigentina, tutti lì in attesa di un posto di sottogoverno? Si dice: ma l'aura del vincitore... In realtà questa aura si sta formando proprio in seguito all'ampiezza delle adesioni e non come sua premessa.

Penso che siano altre le ragioni del successo che questa candidatura fino adesso sta riscuotendo. Ne indicherei due: l'immagine di buon amministratore che si è costruito a Porto Empedocle e la sua caratterizzazione civica con il rapporto immediato che ha cercato, voluto e costruito con le espressioni più significative di movimento che in questi ultimi anni ci sono stati ad Agrigento.

Mentre il Pd tentava di cucire con le forze politiche anche le più distanti, la grande coalizione, Firetto chiamava uno per uno i personaggi che si sono messi in luce: da Vincenzo Campo a Beniamino Biondi, da Mario Aversa ad Andrea Bartoli, da Mimmo Fontana a Claudia Casa, ecc. ecc., da i ragazzi di Rudere a quelli di Nonsostare. A loro proponeva collaborazione, percorsi condivisi, accettando di farsi contaminare dalle loro sensibilità e dai loro linguaggi.

Durerà questo rapporto? E in che misura sarà egemonico nell'ampia coalizione che lo sosterrà? E in che misura invece neutralizzato dalla contemporanea presenza di altre forze politiche che abbiamo conosciuto nella loro pratica amministrativa locale e nazionale?

 

La foto in alto è di Elio Desiderio

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