Martedi 16 01 2018 - Aggiornato alle 20:50

Lamenti critici Lamenti critici di Dario Orphée

image La città spiazzata
06/01/2016

Penso ancora a quella mattina in cui, in via Bac Bac, fiorì improvvisamente un muro bellico in cemento. La meraviglia si spaccava in due: tra la sfiducia in una città carente dal punto di vista estetico, e l'abitudine visiva di orrende scenografie urbane. Partirono subito, a ragione, le polemiche: quelle più aspre e quelle più satiriche. Ed entrambe, purtroppo, si spartivano frammenti di un dramma unico... lontano, ormai, cinquanta anni esatti il prossimo luglio.

Poi arrivò il momento tanto atteso. E con la deposizione delle opere, per le quali sono state necessarie un bando (manco fosse l’assegnazione di una casa popolare), una commissione scientifica e una gru, le polemiche, nella cittaduzza pirandellana, esplosero; e gli artisti, soprattutto, risultarono quelli più infastiditi, e alla riscossa. Alcuni cittadini, timidamente, proposero invece di digerirle, come si fa spesso qui, sorreggendo un trauma urbano con la classica proposizione che suona: "beh, meglio di niente". E sì.

A smentirli è stato lo stesso direttore dei lavori, in un'intervista di qualche giorno dopo, le cui "tesi" sono arrivate prima, per chi ci tiene, dell'inaugurazione con il botto, che giustificheranno i 260 mila euro. Questi giorni che succedono a spumante stappato, appalusi istituzionali e baci e bacini, forniscono la seguente conclusione. Agrigento risulta ancora una città disturbata, e quelle piazze, urbanisticamente, non sono tali. La colpa di una estetica civica errata è unicamente degli organi di amministrazione e di controllo, dei quali, conseguentemente, non si può avere nessuna affidabilità.

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