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Davanti al tempio della Concordia
Forum sul turismo Per una città dell'accoglienza

“Network” è la parola del secolo. La più bramata e la più ricercata in tutti i settori della nostra società. Ricercata nelle comunità, nelle imprese, nelle associazioni, nei progetti e nelle class action...

- 24/02/2017

di Federica Salvo

“Network” è la parola del secolo. La più bramata e la più ricercata in tutti i settori della nostra società. Ricercata nelle comunità, nelle imprese, nelle associazioni, nei progetti e nelle class action. Implementata attraverso nuovi strumenti di riavvicinamento comunitario, nell'era della globalizzazione e del “tutto il mondo è paese”.

La globalizzazione ed il turismo, che qui intendo come “migrazioni temporanee”, sono due fenomeni strettamente connessi poiché senza barriere è più facile muoversi nel mondo. La globalizzazione “incontrollata” e dirompente che ha interessato il Nuovo Millennio tuttavia non ha sempre apportato dei reali e concreti benefici alle comunità ed è per questo che nell'ultimo decennio si è preferito parlare di “G-Local”, di quella dimensione “chiusa ed aperta” che garantisse grandi libertà di pensiero e di movimento seppur all'interno di una ristretta cerchia di individui ancorati alle proprie tradizione ed alle proprie origini.

La Sicilia è “G-Local” per eccellenza: comunità autoctone e rurali che sponsorizzano i propri prodotti della terra attraverso il world wide web; giovani in cerca di futuro all'estero che aspettano con ansia il pacco colmo di leccornìe spedito dalla mamma; mastri artigiani siculi e sicani che insegnano agli americani come intrecciare le “coffe”.

Ed è proprio partendo da questa consapevolezza che qui, in Sicilia, ed ancor più ad Agrigento, dobbiamo ricominciare a pensarci ed a strutturarci come una comunità. Una comunità di anime belle nella loro diversità, di eccellenze, di scrittori e di poeti. Ogni aspetto della nostra vita quotidiana e delle nostre fatiche dovrebbe tener conto di questo magico scrigno di umanità che è la nostra terra. Per sentirci meno soli e più felici. Per affrontare al meglio le difficoltà che la nostra amata Isola ci riserva.

Ma non solo. Dobbiamo cooperare per porre le basi di una società migliore, che possa ri-accogliere i suoi figli sparsi per il mondo. Negli ultimi anni Agrigento sta compiendo passi da gigante. Ha compreso probabilmente quale sia la sua vera vocazione, che non è quella turistica “impropriamente detta” (perché a noi non interessano i turisti, ma i viandanti, i viaggiatori), ma quella di una città improntata all'accoglienza. Nella mia breve ed entusiasmante esperienza nel mondo del turismo culturale, dapprima all'interno di una struttura ricettiva e poi al Giardino della Kolymbethra, posso dire di aver conosciuto persone dal cuore immenso, di aver visto imprenditori ed associazioni lavorare insieme per far crescere il territorio, progetti innovativi appassionati e a low budget, giovani trentenni o meno giovani che “non avendo nulla da perdere” si sono rimboccati le maniche per sognare un paese diverso.

Il Giardino della Kolymbethra, ad esempio, ha portato avanti diversi progetti di avvicinamento ad altre realtà turistiche e culturali presenti sul territorio: dapprima con gli ormai celeberrimi partner FAI, proprietari di strutture ricettive e ristorative che sostengono il FAI con lo scopo ultimo di creare un network virtuoso che possa apportare ricchezza alla città ed alla provincia, e poi con altri operatori culturali come Spazio Temenos, FAM Gallery, Fabbriche Chiaramontane e Farm Cultural Park. Sono progetti ambiziosi che mirano ad intercettare quella fetta di turismo culturale che rappresenta il 99% del nostro incoming, non solo cittadino, ma anche regionale e nazionale. Anche il filone del turismo esperenziale (penso ad esempio a Val di Kam), enogastronomico (Go Sicily) e eco-sostenibile (treni storici di Fondazione FS) rientrano in questo grande cappello che è il turismo culturale, poiché gli usi, i costumi e le tradizioni di una terra sono cultura al pari del Colosseo o degli Uffizi di Firenze. 

Il progetto “City of the Temples”, nato l'anno scorso, ha avuto l'intuizione di accorpare tutte le realtà che operano nel settore turistico, di organizzarle in un brand chiaro ed immediato. Il brand è il “biglietto da visita” di un luogo o di un progetto, la combinazione di logo, immagine, e significato. Ebbene: il logo City of the Temples rappresenta una porzione di colonna di un tempio e la scritta “Agrigento”. Semplicemente guardando al logo, notiamo che l'attrattore principale resta la Valle dei Templi, con tutta la sua potenza “spirituale” e mediatica, e, come ogni bene che si vende da sé, va messo assolutamente “in vetrina”. Sopra la porzione di colonna emerge, nera e profonda, la scritta “Agrigento”, per ricordare al mondo intero, che la Valle ce l'abbiamo noi. Qui. Ad Agrigento.

Adesso sta a noi costruire la nostra offerta turistica attorno all'attrattore principale e far restare la gente qui più delle due ore programmate dai tour operator per la visita alla Valle. Grazie al sito internet www.cityofthetemples.com, ai “presidi” presso ogni partner del progetto ed a qualche prezioso escamotage, come quello di linkare il sito internet ai propri ospiti in fase di prenotazione della vacanza, quando possibile, forse riusciremo a prolungare il soggiorno di chi decide di venirci a trovare. Il processo è lungo e non è semplice:  Agrigento è tuttora una meta secondaria e “di passaggio” nell'ambito dell'incoming siciliano.

Per invertire questa tendenza è opportuno che ognuno di noi si faccia promotore del territorio nella sua totalità, non prima di aver compreso, analizzato ed eventualmente risolto le criticità dello stesso. Il network City of the Temples è a completa disposizione di ogni cittadino, non solo di colui che opera nel settore turistico, ma anche di colui che può in qualche modo “godere” dell'indotto creatosi (lavanderie, panifici, meccanici, ecc.). Poiché, se si concepisce Agrigento per il forestiero, in realtà la stiamo concependo per noi che la viviamo ogni giorno.

 

Il presente testo è l'intervento di Federica Salvo alla prima delle due giornate del Forum sul turismo "Destinazione Agrigento"

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