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Binari storici Il piccolo grande miracolo della Ferrovia dei Templi

Oggi è realtà un'impresa che sia preannunciava a dir poco titanica, ovvero “resuscitare” dall’oblio i primi 10 km dell’antica linea ferroviaria Agrigento–Castelvetrano, che passa per la Valle dei templi. Grazie alla tenacia degli appassionati di Ferrovie Kaos e alla nascita della Fondazione FS...

- 25/10/2016

Agrigento, come tante altre rinomate località, ha, da qualche anno a questa parte, la sua ferrovia turistica. Quando questo servizio fu inaugurato, tempo addietro, grazie alla spinta dei volontari, nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo sulla riuscita di una impresa che sia preannunciava a dir poco titanica. E c'è voluta la grande tenacia e la smisurata passione profusa dall'agrigentino Pietro Fattori insieme ad un gruppo di altri innamorati di treni storici e strade ferrate, riuniti sotto il logo dell'associazione Ferrovie Kaos. Una vera impresa a tutti gli effetti, a maggior ragione nella città di Pirandello. Ovvero “resuscitare” dall’oblio i primi 10 chilometri dell’antica linea ferroviaria Agrigento–Castelvetrano, che passa per la Valle dei templi, attraversando due imponenti viadotti che per 30 anni non hanno visto transitare che pochissimi treni.

C’è poi voluta l’intuizione di un giovane ingegnere bergamasco, Luigi Cantamessa, che, accorso in Sicilia e resosi conto dell’immenso potenziale turistico di questo tratto di ferrovia dimenticata, ha voluto inserire quella che poi è stata ribattezzata la “Ferrovia dei Templi”, in uno speciale elenco di linee a scarso traffico da recuperare e valorizzare, lanciando il progetto Binari senza tempo. Ed è stato un successo incredibile, dal nord al sud del paese, con migliaia di presenze su vecchi vagoni e littorine restaurate per far provare ai turisti l’”ebbrezza” del viaggio d’altri templi.

In passato diversi politici hanno provato a sfruttare il tracciato per fini turistici ma con scarsi o nulli risultati. Negli anni Ottanta si parlò di “archeotreno” per collegare i parchi archeologici di Agrigento e Selinunte. Negli anni Novanta ci provò l’allora ex sindaco di Agrigento Calogero Sodano, che tentò di avviare un servizio turistico. Negli anni 2000 furono le stesse ferrovie a tentare un ripristino nei mesi estivi, ma i treni viaggiarono quasi sempre vuoti. Poi si iniziò a parlare di metropolitana di superficie, ma il progetto rimase sostanzialmente carta straccia.

Solo con la nascita della Fondazione FS Italiane, e grazie all’impegno dell’ing. Cantamessa si è riusciti non solo a recuperare, ma anche a mettere a reddito questa infrastruttura che oggi, secondo i dati diramati, porta nel nostro territorio migliaia di turisti ogni anno, che scelgono il treno storico per visitare la Valle dei Templi, Porto Empedocle e le bellezze paesaggistiche del circondario.

Il treno inaugurale, nel giugno del 2014, partito da Palermo, fece registrare il tutto esaurito a bordo. E fu festa grande a Porto Empedocle, dove il direttore della Fondazione, insieme alla parlamentare agrigentina Maria Iacono (prima firmataria di una proposta di legge per l’istituzione delle Ferrovie turistiche in Italia), hanno simbolicamente dato il via ad un servizio d’eccellenza.

Un tassello importante per lo sviluppo economico, generale, di Agrigento. Che, a grandi passi, va maturando la consapevolezza che il domani dei suoi figli deve imprescindibilmente essere legato al turismo.

 

 

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