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Lamenti critici Lamenti critici di Dario Orphée

la_citta_ideale Amministrative e doti oniromantiche agrigentine
04/04/2015

Può apparire assurdo, ma il volto del prossimo primo cittadino di Agrigento è noto da mesi. Procediamo per ingredienti. C'è un bellissimo dipinto, della fine del Quattrocento, di un autore ignoto, intitolato "La città ideale", che traduce in figura un affascinante concetto tratto dal sistema politico aristotelico. Lo stagirita afferma che una città si avvicina alla perfezione quando è possibile abbracciarla con un unico sguardo, poiché essa, in questo modo, sarebbe facilmente difendibile.

 

Con il tempo, il concetto aristotelico ha subìto le cattive influenze della decomposizione, trasformandosi nel suo opposto. Oggi una città si avvicina alla perfezione se tenuta in confusione, poiché essa, in questo modo, risulta facilmente espugnabile. Scrive, invece, Balzac: "Esistono in talune città di provincia case la cui vista suscita una malinconia simile a quella che provocano [...] le più tristi rovine".

 

Questa lunga frase fa immaginare l'espugnabile Agrigento: che essa sia una città di provincia non ci sono dubbi, e che le case abbiano una vista malinconica, da qualunque luogo ci si affacci, anche. All'interno di tali case, sotto la luce delle lampadine a risparmio energetico, tra la tv fissa su un telegiornale locale, il fascino del frigorifero e il divano a forma di culo, l'uscio si collega ad altri usci formando un'invisibile filo di lana tra le viuzze silenziose.

 

Uno straniero, camminando in compagnia dell'eco dei suoi passi, penserebbe di trovarsi in una città sotto nuvole che piovono promazina, in una città "ultima", e tuttavia fornita di una grande dote: l'oniromanzia (ecco perché dicono che gli agrigentini sono addummisciuti).

 

Può apparire assurdo, dicevamo, ma il volto del prossimo primo cittadino di Agrigento è noto da mesi. Esattamente dal 13 giugno del 2014, data che segna l'abdicazione del vecchio amministratore. Ciò è accaduto perché gli agrigentini, afflitti dalla tristissima notizia, la notte dello stesso giorno avrebbero sognato "un marchingegno elettrico proveniente dal mare" (questo si legge in un frammento procuratomi da Empedocle in persona).

 

Consultando il magico Artemidoro, secondo il quale l'attività onirica è capace di raccontare l'essere, l'interpretazione di quel sogno rivela infatti nome, cognome, data e luogo di nascita del futuro sindaco. Colui che dubitasse troverà annotato su un pezzo di carta, tra le pagine di un libro di Nicolò Gallo, ovvero "La scienza dell'arte", custodito nella biblioteca "La Rocca" di Agrigento (con questa collocazione: AGCOM S 701 GAL), l'identità del prossimo padrone di Palazzo dei Giganti.

 

Per illudere tutti dell'esistenza della democrazia, le ritualità delle elezioni sono necessarie. Stavolta però, più degli anni passati, esse sono chiaramente una formalità.

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