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Lamenti critici Lamenti critici di Dario Orphée

Panoramica di Agrigento, foto di Giuseppe Greco L'arte per dire altre cose
18/02/2017

Se l'arte non concedesse, a chi ne scrive, la facoltà di procedere per allegorie, camuffando significati, evitando di servire le belligeranti e miserabili battute politiche, o analizzare una società che è più stanca di quanto lo possa essere un bradipo appollaiato su una cecropia, stressata da un'atmosfera da mondezzaio, non si compirebbe il compito di dosare il "sovralinguaggio", abbandonando ciò che c'è di caro a un banchetto in cui, i pochi invitati, assaggerebbero con mani untuose prelibatezze da giudicare tra un sorso al calice, lo sguardo alla cravatta o al tacco, un bacio all'amante dell'amico fedele.

L'arte c'è, sì; ma anche per dire altre cose, per dire ciò che non sarà compreso; per spingersi da una rupe e spiccare voli: infrangersi a mo' di vaso. Perché poi il fatto che le forme di un'arte, la quale decide di ritirarsi a vita privata, essere scadente e celebrata, e ancora il fatto che la chiusura in muri su muri di una città piccola piccola, la quale vive di ardenti pettegolezzi, di amministrativi screzi, e dei "grandi" che son grandi qui perché amici nostri, e altrove contano una manciata di centesimi, dovrebbe scuotere.

Quando gli anziani, con occhi lucidi di giovinezza trascorsa, o di commozione in fase di secrezione, chiedono dove sia la gioventù - e cioè, dove sia la più pura sovversività, in grado di prendere pezzi di realtà; ed è così, anche, che costruisce arte -, si risponde in modo secco, e seccato, che essi: «Sono defunti».

Alla biblioteca La Rocca i libri più utili e le sedie accumulano polvere. E non è della gioventù, però, tale colpa (dicendo di essi che stazionano dirimpetto alle taverne chic, non difendendo, nel tempo libero, l'università che le sta per essere strappata via), ma dei maestri, che allora poco hanno "infiammato" alle giovani anime; e nessuna arte hanno riversato.

E se poi, a richieste di pagamento di un padrone nell'utilizzare come meglio gli pare un bene, appioppando il brand a colonne elleniche, chi dà esempio se ne esce come meretrice di borgo malfamato, non ci siamo, non ci siamo: manca ragionamento che possa giustificarlo. L'arte rimane per dire altre cose. Certo. Non per per fare altre cose. La paura è qui una domanda: ma chi ha dato parere favorevole, sarà al G7 di Taormina? Spero li caccino.

Nascere ad Agrigento, anche se per gli animi critici sia un diletto, spesso è maledizione; si sa. Avere situazioni storiche simili, però, è sciagura.

 

La foto in alto è di Giuseppe Greco

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