Sabato 16 12 2017 - Aggiornato alle 23:31

Cibo Cibo di Massimo Brucato

16939670_974535716010802_2229935022174430307_n Il Mandorlo è slow
29/03/2017

Comincio con una confessione: non ho visto nulla della Festa del Mandorlo in Fiore. Per otto giorni ho vissuto nello spazio compreso tra la chiesa di San Pietro e il suo sagrato. Lì ha preso forma e si è dato un'anima il Mandorlo Slow, di cui ora vi parlerò. Non posso perciò partecipare a nessun tipo di discussione e polemica su quello che è stata o non è stata la Festa del Mandorlo 2017, anche se alcune cose che scriverò probabilmente sfioreranno questioni dibattute da altri.

 

Ma torno subito al nostro Mandorlo. Che è Slow perché l'anima di questa festa nella festa è stata Slow Food Agrigento, coi suoi volontari, i contadini, gli allevatori, i casari, i cibi e i vini e tutti quelli che sono stati con noi a condividee lavoro, preuccupazioni, contentezze. Tutti rappresentanti di un mondo che altre volte ho definito invisibile per i cittadini del capoluogo. Tutt'intorno un fluire di gruppi di gente comune, di bimbi delle scuole agrigentine, di amanti del cibo "buono, pulito e giusto", di curiosi. Gli spazi sacri di San Pietro hanno pulsato per otto giorni di parole, idee, racconti. Il cibo e le comunità che lo creano hanno raccontato storie che in genere sfilano sottotraccia, quasi invisibili.

 

Ma voglio raccontare a chi non è venuto a trovarci cosa e successo a San Pietro dal 4 al 12 marzo 2017. La mattina arrivavano i ragazzi delle scuole elementari e medie. Con loro si parlava di Dieta Mediterranea (tra i patrimoni culturali immateriali dell'Umanità UNESCO), di gusto, di sensi, poi potevano assaggiare il pane integrale fatto coi nostri grani tradizionali, l'olio della Valle dei Templi, il formaggio fatto col latte della capra girgentana. Potevano bere le spremute di arance siciliane, fatte al momento. Festa e educazione insieme, con gli amici dell'ASP di Agrigento a dare una mano. Una mattina, con l'aiuto dell'ASP, dell'Ispettorato dell'Agricoltura di Agrigento e dell'Istituto Dieta Mediterranea di Palermo (IdiMed), abbiamo incontrato i ragazzi degli istituti alberghieri di Agrigento e Favara e abbiamo raccontato loro la Dieta Mediterranea.

 

Nel pomeriggio invece c'erano i Laboratori del Gusto, il racconto e la degustazione di prodotti rari, buoni, della nostra terra: un formaggio, un vino, un olio, un prodotto da forno e soprattutto i racconti di chi queste cose le fa, con amore e rispetto per la terra. Sul sagrato, a sfidare le folate di vento, dei gazebo bianchi e, sotto, i produttori dei Presìdi Slow Food e loro prodotti: la cipolla paglina di Castrofilippo, i formaggi di capra girgentana, quelli di razza modicana e ancora il maiorchino dei Nebrodi, le confetture di fragolina di Sciacca e Ribera, le cuddrireddre di Delia. E tanto altro ancora. Insomma, parte della vera Sicilia. Questo è tutto, concentrato in uno spazio un po' defilato, con un isola pedonale mai nata, malgrado le promesse.

 

Tornando un po' indietro, all'idea di "luogo Slow", vi devo pure raccontare del fallimento dell'idea iniziale, che era quella di trasformare tutta via Pirandello in uno spazio virtuoso, coinvolgendo le rosticcerie, i ristoranti e i locali presenti nella via. Ciascuno avrebbe dovuto preparare un piatto o una pietanza nello stile del "buono, pulito e giusto" e contribuire eticamente alla festa. Sembravano tutti quanti entusiasti, ma alla fine solo un locale ha aderito. Vuol dire che c'è tanto da lavorare sull'aspetto dell'offerta di cibo legata alla qualità delle materie prime utilizzate. Una bella sorpresa invece ci è arrivata dai ragazzi degli istituti alberghieri Gallo (AG) e Ambrosini (Favara): senza il loro aiuto nellla preparazione dei prodotti offerti, nel servizio, nell'accoglienza tutto sarebbe stato molto più complicato. Grazie a loro, ai loro professori, ai dirigenti scolastici.

 

Che dire alla fine: è stata una settimana dura e felice, dove non tutto è stato perfetto tranne la sensazione finale di serenità che ci ha preso tutti. Tutto questo è stato possibile grazie al Parco della Valle dei Templi che ha creduto al nostro progetto collaterale alla Festa e lo ha finanziato. E li abbiamo visti, gli uomini del Parco, tra la folla, e ci sono sembrati contenti di come stessero andando le cose. Non possiamo non dire il nostro grazie agli amici di Spazio Temenos, che gestiscono San Pietro, che ci hanno dato una grossa mano dal punto di vista organizzativo.

 

Per quanto riguarda gli amministratori del Comune di Agrigento, che dire: tranne che per la presenza di un assessore, che ha partecipato a livello personale a diversi momenti del Mandorlo Slow, potremmo dire "mai avvistati". Ma non voglio chiudere con tristezza, per cui cito la frase di una signora, una turista che, riferendosi all'aria di complicità che c'era tra i volontari di Slow Food Agrigento, gli agricoltori, i casari e tutti quanti i protagonisti, mi ha detto: "E' bello osservarvi, mi sembrate una grande famiglia". "Si signora", le ho risposto abbastanza colpito, "io la chiamo comunità, ma il senso è quello".

 

 

Piccolo glossario

 

Presìdio: istituzione promossa dall’associazione internazionale Slow Food, a tutela della biodiversità alimentare, per sostenere piccole produzioni eccellenti che rischiano di scomparire, recuperare tecniche di lavorazione tradizionali, salvare dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta, facilitare scambi e promuovere prodotti fra paesi diversi (vocab. Treccani).

 

Buono, pulito e giusto: "E' il riassunto di un comune sentire sul fatto che il nostro cibo ci deve dare piacere, deve far bene al pianeta, deve essere portatore di equità" (Carlo Petrini).

 

Slow Food Agrigento: la struttura locale che rappresenta a Agrigento l'associazione internazionale no profit Slow Food (impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Ogni giorno Slow Food lavora in 150 Paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti).

 

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