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Paolo Scirpa, un conturbante viaggio luminoso
Alle FAM Paolo Scirpa, un conturbante viaggio luminoso

Un appuntamento irrinunciabile la mostra in esposizione alle Fabbriche Chiaramontane fino al 25 giugno. Suggestive le opere dell'artista Scirpa: neon colorati che irrompono nella penombra della sala con conturbanti geometrie e intrecci e tunnel luminosi

- 18/05/2017

di Monica Brancato

 
 
"La luce della forma - La forma della luce", è il titolo della nuova rassegna di arte contemporanea che sarà ospite fino al 25 giugno alle Fabbriche Chiaramontane ad Agrigento. La rassegna dedicata all'artista siracusano Paolo Scirpa, curata da Marco Meneguzzo, rappresenta un punto importante nell’analisi dell’arte degli artisti siciliani, condotta ormai da anni dalle Fabbriche Chiaramontane e dagli Amici della Pittura dell’Ottocento. La mostra, davvero suggestiva e dal forte impatto visivo, è indubbiamente uno di quegli appuntamenti a cui gli appassionati di arte e anche i neofiti non dovrebbero rinunciare. 
 
L'arte è arte quando arriva a tutti, grandi e piccini, colti e meno colti. Le opere di Scirpa nella semplicità dei neon colorati riescono bene in questo intento. Risulta fruibile e alla portata di tutti. Lo stesso curatore Marco Meneguzzo spiega: "Una circonferenza, un quadrato, un triangolo: sono queste le forme che Scirpa dà alla luce e viene naturale associare la purezza delle forme e lo sfolgorio della luce all’'idea', a quel primo motore da cui derivano tutte le cose. Non è una questione intellettuale, non occorre conoscere Platone per associare la forma alla luce e trasformare la luminosità fisica in splendore simbolico.
 
La forma della luce - continia Meneguzzo - , l’atto meccanico di piegare il tubicino di vetro riempito di neon sino a dargli la forma voluta, trascende questa fisicità e diventa sostanza immateriale, diventa la luce della forma, cioè la 'chiarezza' universale delle forme geometriche unite alla luminosità che da loro emana. Chiarezza, luminosità, splendore sono termini solo apparentemente vaghi,  oppure sono vaghi per chi tratti la luce solo come frequenza elettromagnetica, perché di fatto parlano dell’aspetto trascendente della luce, come Platone, appunto, parlava delle idee, o come i filosofi e i teologi medievali (che allora erano la stessa cosa) parlavano di 'ottica'".
 
In mostra sono presenti molti lavori recenti come un’installazione composta da più lavori a parete e a terra, e moltissimi progetti ambientali (quasi della “fantasie” piranesiane sull’inserimento di elementi luminosi all’interno di siti storici e di luoghi famosi), in un allestimento fortemente dinamico e spettacolare. I neon colorati che irrompono nella penombra della sala delle Fabbriche Chiaramonante, le conturbanti geometrie e gli intrecci, i tunnel luminosi vi faranno sentire delle moderne Alice nel Paese delle meraviglie alla ricerca del Bianconiglio o degli esploratori temerari che sfidano l'ignoto andando con l'immaginazione oltre, laddove la luce finisce e lascia spazio all'oscurità.

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