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la merenda dell'antica Akrags
ArcheoCuisine La merenda di Akragas, delizie a base di frutta, cereali e formaggi

La Merenda dell’antica città Akragas fatta tutta di cereali, carne e vino, con accanto i prodotti caseari. Erano soprattutto i cereali la base della dieta dei Greci di quel tempo. Un evento a firma “Archeo Cuisine”, il progetto di cucina archeologica dell’associazione “The Phoenicians”

di Flavia Schembri - 18/10/2016

La cultura greca nei gusti, nel cibo, nell’abbigliamento è da sempre stata la culla della cultura italiana. È questo l’assunto di inizio della presentazione della Merenda di Akragas, un evento a firma “Archeo Cuisine”, il progetto di cucina archeologica dell’associazione “The Phoenicians” di Alessandra Conti e Daniele Leone, entrambi uniti dalla passione per l'archeologia.

Ad essere presentata lo scorso sabato presso “Le Stoai” di Agrigento è stata la Merenda dell’antica città Akragas fatta tutta di cereali, carne e vino, con accanto i prodotti caseari. Erano soprattutto i cereali la base della dieta dei Greci di quel tempo. Il frumento, il cereale tra tutti più importante, veniva ammorbidito per immersione, ridotto in farina e poi impastato sino a formare delle focacce, semplici o miscelate con miele. Ad accompagnare le preparazioni a base di frumento vi sono i piatti di carne bianca, che sembrano rievocare il rituale religioso degli antichi greci di cuocere la carne alla griglia distribuendola ai partecipanti al banchetto.

Fanno da contorno alle pietanze della merenda i prodotti casarei, molto similari alla ricotta,  di latte di pecora o capra e formaggi accostati ad albume e tuorlo dell'uovo utilizzati come ingredienti per la preparazione dei cibi. Tutto accompagnato da vino rosso e frutta fresca della stagione, ossia fichi, uva e melograno, e da frutta secca, come le noci, consumate a fine pasto.

“In occasione della Merenda di Akragas –  dice Giovanni Cirasa, vice presidente della Tutela Razze Siciliane (T.R.S) – a tutela delle razze domestiche e non selvatiche, presentiamo la carne della razza siciliana, dalle uova bianche e dalla cresta a corona, che rievoca l’antica Grecia del IV secolo a.C., una razza considerata prima d’ora estinta”.

Ma non solo un momento dedicato ai sapori antichi. Dal gusto si passa infatti al costume, alle stoffe di pepli e chitoni, alle foglie di alloro ed edera, che hanno contribuito ad arricchire l’atmosfera tutta greca. Il peplo di tela semplice su lana o lino, indossato intorno al corpo sino a formare una sorta di tunica, lasciando scoperte le braccia e fermato in vita da una sorta di cintura, era la tenuta delle donne. Non solo bianco ma anche  decorato di mille forme e colori. Il chitone, una lunga tunica, cucita su un lato e fermata sulle spalle da bottoni, o da una cucitura, e molto simile al suo corrispettivo femminile, veniva usato per le cerimonie solenni come appunto il matrimonio. Tutto coronato da foglie di alloro simbolo di vittoria, ed edera simbolo di eternità.

“Siamo felici di quest’evento che dopo il successo avuto con il banchetto si ripete con la merenda -  dice Alessandra Conti - si tratta di associazioni unite in gemellaggio per rivalutare la cucina archeologica, la storia, i cibi locali e le razze  e conservare ciò che è autentico. Un’idea nata dalla collaborazione di archeologi che ha consentito di riproporre ricette ispirate a rituali architettonici e letterari donando loro un’interpretazione attuale.  Inoltre grazie alla collaborazione con la pro gest Camera di Commercio, abbiamo adesso finalmente un posto dove, su prenotazione, poter cucinare, per degustazioni, eventi o laboratori didattici”.

 Con la filosofia di Ippokrates di Kaos “fa che il tuo cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo” l’associazione culturale The Phoenicians, fa del suo cibo un mangiar bene e mangiar sano, una realtà unica ad Agrigento.

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