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Agrigento 2020 Le acrobazie politiche del Trio Lescano

Dopo Zambito, anche il segretario regionale Pd Raciti ed il governatore Crocetta - come una sola voce - si producono in improbabili acrobazie politiche. E senza rete...

di Michele Scimè - 09/03/2015

Sabato scorso ad Agrigento il presidente della Regione Rosario Crocetta, ha voluto benedire l'alleanza "Agrigento 2020" in presenza dei massimi esponenti delle forze principali della coalizione. Oggi, il segretario regionale del Pd Fausto Raciti ha voluto sottolineare come “Ad Agrigento il simbolo del Pd convive con delle liste civiche e non con Forza Italia. Non ci vedo nulla di scandaloso o di incredibile”.
 
Per Raciti, quindi, non ci sarebbe un accordo diretto con Forza Italia, ma soltanto un’intesa con alcuni movimenti civici tra i quali il Patto per il territorio. “Il Patto per il territorio - ha spiegato Raciti a Il fatto quotidiano - ha al suo interno ha anche ex esponenti di Forza Italia, ma che hanno deciso di aderire a quel progetto”. E a raciti dunque ciò è sufficiente. Insomma, basta che tra i simboli di Agrigento 2020 non figuri quello di Forza Italia e per il segretario Raciti tutto è a posto.
 
Acrobazie politiche senza rete, però. Raciti forse non sa quello che ad Agrigento tutti sanno, con la sola eccezione forse del solo segretario provinciale del Pd Giuseppe Zambito, e cioè che il movimento Patto per il territorio è composto da esponenti di Forza Italia che hanno deciso di aderire al progetto politico del deputato nazionale Riccardo Gallo, noto esponente del partito fondato da Silvio Berlusconi, del quale è in Sicilia vice coordinatore, cioè non uno qualsiasi.
 
Come a Zambito ad Agrigento, evidentemente al solo Raciti nel resto della Sicilia, sembrano sfuggire due piccoli particolari: la realtà delle cose ed un conosciutissimo detto popolare. La realtà delle cose, sarebbe inutile ribadirlo se non volessimo riferirci proprio a Zambito e Raciti, è questa: il movimento civico Patto per il territorio coincide perfettamente con Forza Italia, partito del quale è parte maggioritaria. Tanto il movimento quanto il partito hanno ad Agrigento quale punto di riferimento il parlamentare forzista Riccardo Gallo.
 
Quanto al detto popolare, si tratta del celebre "Chiamala comu vo', sempri cucuzza è". Anche in questo caso ogni traduzione potrebbe risultare superflua, ma sempre a beneficio dei nostri Zambito e Raciti, vale la pena spiegare. Ciò che rappresenta il movimento civico Patto per il territorio e ciò che rappresenta Forza Italia ad Agrigento sono esattamente la medesima cosa. Se in una sala fosse presente tra la folla il deputato Riccardo Gallo e Giuseppe Zambito volesse gridare: "Ehi, lei del Patto per il territorio!", e contemporaneamente Fausto Raciti: "Ehi, lei di Forza Italia!", siamo pronti a scommettere, si girerebbe sempre ed unicamente Riccardo Gallo.
 
E a chiudere il terzetto, che forma alla fine una sorta di novello Trio Lescano della politica, il presidente della Regione Crocetta. Solo sabato il governatore ringraziava Riccardo Gallo (Forza Italia-Patto per il territorio) per il fondamentale apporto nel mettere insieme "sensibilità differenti" in una simile coalizione. Oggi Crocetta cerca come Raciti un'improbabile via d'uscita: "Non c'è nessun accordo tra il Pd e Forza Italia in vista delle primarie di coalizione ad Agrigento. Si tratta di liste civiche che servono a isolare la Lega".
 
Mentre sulle effimere spiegazioni di Crocetta si può amabilmente sorvolare perchè del Pd non è, al segretario provinciale Zambito torniamo a chiedere un esame di coscienza e le inevitabili dimissioni per aver reso un cattivo servizio agli agrigentini di centrosinistra essendo riuscito nella straordinaria impresa di non vedere quell'area rappresentata alle amministrative di maggio. Al segretario regionale Raciti si può consigliare invece di chiedere lumi al presidente dell'assemblea regionale del Pd, che guarda caso è l'ex sindaco Marco Zambuto, agrigentino. Zambuto sarà certamente in grado di chiarire le cose al suo segretario regionale.
 
E infine, ma si tratta del punto più importante della faccenda, non si può non evidenziare il silenzio su tutto questo non tanto dei parlamentari agrigentini del Pd - arcinoti per i loro pesantissimi silenzi - quanto quello della base del partito. I tesserati Pd hanno ingoiato senza colpo ferire un'alleanza con il Patto per il Territorio; hanno dovuto bere l'amaro calice di elezioni primarie che vedono contro l'agnello sacrificale Bellini il candidato sostenuto principalmente da Forza Italia. Cos'altro deve accadere ancora per dire basta? O il Trio Lescano li convince?

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