Mercoledi 20 06 2018 - Aggiornato alle 23:03

zambito_e_il_mistero_dellinterlocutore_mascherato
Politically incorrect Zambito e il mistero dell'interlocutore mascherato

“Riccardo Gallo? Il nostro interlocutore per il patto per il territorio è Piero Macedonio”, aveva dichiarato piccato il 20 febbraio scorso il segretario Pd ad Agrigentosette. Poi capita che sabato...

di Michele Scimè - 08/03/2015

Il giorno della verità viene quando meno te l’aspetti. E il momento in cui i pezzi del puzzle vengono finalmente messi al loro posto svela inesorabilmente ciò che per mesi disperatamente si è tentato di nascondere. Per il segretario provinciale del Partito democratico, Giuseppe Zambito, alla fine, il giorno della verità è arrivato ieri, quando il presidente della Regione Rosario Crocetta è giunto ad Agrigento per incontrare la grande coalizione.

Sono mesi che invariabilmente scriviamo dell’accordo tra Pd e Forza Italia al tavolo di Agrigento 2020 ed altrettanto invariabilmente abbiamo dovuto registrare le rimostranze del segretario agrigentino che per l’ultima volta non più tardi di 15 giorni fa spiegava ad Agrigentosette come al tavolo della coalizione non sedesse Forza Italia ed il suo vice coordinatore regionale Riccardo Gallo, ma solo il movimento civico Patto per il territorio ed il suo leader Piero Macedonio. “Riccardo Gallo? Il nostro interlocutore per il Patto per il territorio è Piero Macedonio”, aveva dichiarato piccato il 20 febbraio scorso il segretario Pd alla nostra Debora Randisi.

Poi capita che ieri, come ha raccontato tempestivamente il maggiore quotidiano agrigentino, Agrigentonotizie.it, Crocetta trascorra “tutto il pomeriggio ad Agrigento: prima un pranzo a San Leone con i rappresentanti della grande coalizione Agrigento 2020, poi una riunione fiume con le forze politiche locali in vista delle primarie”. E indovinate chi il segretario provinciale del Pd si va a trovare difronte? Sì, avete capito bene: proprio il deputato nazionale Riccardo Gallo, con al fianco, naturalmente, l’interlocutore Macedonio.

Ora immaginate la scena. L’ohhh di meraviglia e lo sguardo attonito del povero Zambito nel trovarsi d’un tratto, quasi per magia, non più difronte il Patto per il territorio ma niente di meno che uno dei massimi rappresentanti di Forza Italia in Sicilia. Roba da restarci secchi.

E non è tutto. Totalmente fuori dalle sottili dinamiche agrigentine, Crocetta – senza saperlo – ha dato il colpo di grazia a Zambito. “Ringrazio il segretario provinciale del Pd, ringrazio Angelo Capodicasa, Salvatore Cascio, Michele Cimino, Giovanni Panepinto, Maria Iacono e Riccardo Gallo”.  Soprattutto Riccardo Gallo, ha spiegato il governatore. “Gallo – ha detto - ha dato la disponibilità ad un progetto di cambiamento forte per la città, che mette insieme sensibilità differenti”.

“Gallo?”, si sarà chiesto smarrito Zambito. Ma come? Al tavolo il Pd interloquiva con il Patto per il territorio e Macedonio ed ora viene fuori che Gallo e Forza Italia sono stati i veri artefici di questo capolavoro di alchimia politica che è Agrigento 2020?

Non vi sembra di vederla la pur brava maestra delle elementari, chiedere al bambino Giuseppe Zambito di scrivere cento volte alla lavagna “Il Patto per il territorio è Forza Italia”? Del resto, in questi giorni anche l’interlocutore Macedonio era stato chiaro confessando sornionamente ad Agrigentosette: “E’ più facile che piovano carciofi e non che io e Riccardo Gallo non si vada d’accordo su qualcosa”. Tutti lo sapevano che non piovono carciofi. Tranne Zambito.

Bene, può bastare. E’ la legge del contrappasso. C’è però – seriamente – da chiedersi soprattutto come tutto ciò verrà digerito dai circoli Pd e come intendono muoversi i deputati alla luce di tutto questo. Non che si possa pensare che anche Capodicasa e Panepinto credessero alle piogge di carciofi, sia chiaro.

Dato però che in un partito è il segretario a dettare la linea e che la linea seguita dal segretario Pd è quella che condurrà Agrigento ad avere due candidati di centrodestra a contendersi il ruolo di sindaco alle Amministrative di maggio, sembrano inevitabili, oltre che prossime, le dimissioni di Zambito dalla carica di segretario provinciale. Ma se questo non dovesse avvenire spontaneamente, se una sola stilla di sangue di sinistra dovesse vagare ancora per le vene del Baffo di Joppolo Giancaxio e del Barone rosso dei Monti Sicani, che agitino le tessere e prendano loro una decisione netta.

A meno che non si voglia attuare quel detto siciliano "ogni malafigura, un soldo" - che Capodicasa stesso ricordava non più tardi di qualche mese fa in un post su Facebook – “a voler significare che le cattive figure sono a buon mercato, costano poco e ce ne possiamo fregare”. Ma qui, a buon mercato, non si può giocare sulla pelle di quegli agrigentini che sullo scenario politico un candidato di centrosinistra non vorrebbero tanto vederlo vincere, ma almeno vederlo.

SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

ARTICOLI CORRELATI

Agrigento 2020
Le acrobazie politiche del Trio Lescano

di Michele Scimè - Dopo Zambito, anche il segretario regionale Pd Raciti ed il governatore Crocetta - come una sola voce - si producono in improbabili acrobazie politiche. E senza rete... 

scrivi alla redazione