Mercoledi 15 08 2018 - Aggiornato alle 16:28

lillo_firetto
Editoriale Firetto, l'iPad, lo smartphone e gli sprechi di Michele Scimè - 18/06/2015

Il rischio è di passare per firettiano agli occhi di qualche sprovveduto, ed è per questo che proprio non importa. Certe cose però è bene che si dicano in maniera chiara e netta. Muovere critiche pretestuose ad un sindaco e ad una Giunta che manco hanno avuto ancora il tempo di sistemarsi logisticamente dentro palazzo dei Giganti è una cosa che fa specie. 
 
La rabbia, per una mancata elezione, per la vittoria elettorale del "nemico", per carità, quella si può comprendere. E' una reazione umana. Umana ma poco elegante, se il fiele lo si mostra in pubblico. Per il resto, le critiche, quando palesemente infondate o chiaramente ridicole, lasciano il tempo che trovano e ottengono quale unico risultato quello di rendere scarsamente credibili chi le muove. Il massimo effetto che possono sortire tentativi di editoriali, articoloni fondati sul nulla o post su Facebook, è quello di qualche mi piace cliccato da chi ama dare addosso per partito preso, ma nulla più.
 
La notizia, o meglio la non notizia che è all'origine di questo scritto è quella relativa all'acquisto da parte del Comune di Agrigento, con determina dirigenziale, di un iPad e di uno smartphone, di cui potrà disporre il sindaco.
 
Appena un giornale online ha pubblicato la "notizia", il relativo post su Facebook ha generato un susseguirsi di interventi. C'è chi lo scandalo lo vede dappertutto. Il tenore dei commenti risulta variabile: dal "Cominciamo bene..." al "perché non facevano la spesa per qualche famiglia o pagavano qualche bolletta a qualcuno che non può", passando per "credo che con 1000 euro si rimetteva apposto la villetta abbandonata..." per finire all'analisi del supporto tecnologico acquistato: "Poteva comunque prendere qualcosa di meno prestigioso e meno costoso".
 
Lo sappiamo, l'indignazione sui social network fa presto a montare non appena un post contiene notizia di una qualunque spesa effettuata da un parlamentare o da un amministratore. Ormai va così da anni. Ma spesso sui social la sostanza non conta: dare addosso al parlamentare o all'amministratore è ormai praticamente lo sport nazionale.
 
Il punto è che quella dell'antipolitica è pratica dannosa almeno quanto quella della mala politica. C'è persino chi è davvero convinto che tra gli sprechi vadano annoverati gli stipendi di chi ricopre cariche pubbliche. C'è chi li ritiene esagerati. Eppure le ragioni del perchè chi si occupa della cosa pubblica debba essere remunerato, e bene, dovremmo averle tutti ben presenti avendo studiato alle medie l'Educazione civica. 
 
Gli sprechi semmai vanno ricercati altrove. A cominciare dai mille benefit e dai mille privilegi di cui soprattutto i parlamentari indebitamente beneficiano. Per non dire poi dei soldi buttati via in mille rivoli dalle amministrazioni pubbliche. A cominciare dai costi delle licenze per i sistemi operativi dei personal computer usati negli uffici pubblici, passando per quello delle bollette telefoniche e per finire con il prezzo pagato per l'acquisto di carburanti per i mezzi municipali o la carta igienica per le scuole materne. Siamo sicuri che in tutto questo, e molto altro ancora, il Comune di Agrigento paghi il miglior prezzo possibile sul mercato?
 
So da fonte diretta che anche su questo sta cominciando a lavorare il neo assessore al Bilancio Giovanni Amico. La sua azione è mirata a valutare anche se alle spese effettuate da Palazzo dei Giganti corrispondano poi soddisfacenti servizi al cittadino. E invece solo per aver detto che soldi il Comune non ne ha e che è necessario taglkiare gli sprechi e trovare fondi ricorrendo anche a quelli messi a disposizione dell'Ue e mai cercati dalle precedenti amministrazioni, viene quotidianamente attaccato senza che abbia ancora avuto modo di trovarsi la sedia sulla quale sedersi nel nuovo ufficio di piazza Pirandello.
 
Magari l'assessore Amico, attaccato più per l'essere amico del ministro Alfano che per quello che non ha ancora fatto da amministratore, quando scoprirà alcuni degli sprechi sopraelencati, avvertirà il sindaco Firetto magari attraverso un sms o un email. E Firetto potrà essere informato in tempo reale di quel che accade aprendo il suo smartphone o il suo iPad di lavoro. L'esempio è banale, ma dite la verità: onestamente, vi fidereste delle capacità di un sindaco che nel 2015 riesce a lavorare facendo a meno di supporti tecnologici basilari?
 
Vedere lo scandalo dappertutto, attaccare amministratori a 15 giorni dalla loro elezione senza che sostanzialmente abbiano ancora mosso un dito, è davvero ridicolo. Lo dico anche ai miei colleghi giornalisti: lasciamoli lavorare, anche con cellulari e tablet top di gamma, diamogli tempo e risparmiamoci miserabili pretesti. Quando sarà il caso di muovere delle giuste critiche lo si potrà fare di sicuro con una maggiore credibilità.

SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

ARTICOLI CORRELATI

Contesti
Ecco dove ci giochiamo il futuro della città

di Davide Natale - Quella sulla gestione del territorio è una partita fondamentale non solo per Agrigento ma anche per la sua classe dirigente...

scrivi alla redazione