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Pronto soccorso, in attesa dell'irreparabile
10 domande al manager del S. Giovanni di Dio Pronto soccorso, in attesa dell'irreparabile

La situazione al Pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento è al limite del collasso e nessuno ha sin qui mosso seriamente un dito per risolvere il problema. Una situazione esplosiva che vede medici stremati, pazienti costretti a correre ed amplifica le inevitabili tens

di Michele Scimè - 24/03/2017

Da più di un mese ormai è il caos al Pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento e nessuno ha sin qui mosso seriamente un dito per risolvere il problema. Come già raccontato nel nostro precedente articolo, il già esiguo organico ha perduto altri due medici riducendo a dieci, compreso il primario, quelli al momento in servizio. Il risultato è che da un mese funziona a tempo pieno una sola sala visite anziché due e che il secondo medico in servizio deve barcamenarsi tra i pazienti ricoverati in medicina d’urgenza (venti posti nelle stanze più quelli sistemati sino ad esaurimento di letti e barelle nei corridoi) e l’altra sala visite quando l’emergenza lo richiede.

Una situazione chiaramente esplosiva che aumenta a dismisura il rischio per i pazienti, sfrutta all’inverosimile i medici rimasti ed amplifica le inevitabili tensioni con i familiari dei pazienti. Della vicenda nessuno è disposto a parlare con tranquillità e non è stato facile raccogliere testimonianze e sfoghi dopo che il manager a dicembre ha imposto al personale in scadenza di contratto di firmare la rinuncia ad eventuali legittime azioni di rivalsa per i lunghi anni passati senza passaggio di ruolo pena il mancato rinnovo dell’incarico fino a giugno (della vicenda si è persino occupata la trasmissione “La Gabbia” di La7 grazie ad un servizio di Silvio Schembri dopo la prima segnalazione fatta da questo giornale).

Il tentativo della direzione sanitaria di presidio di utilizzare qualche medico di altri reparti per coprire i turni scoperti è stato totalmente disatteso. L’unica “concessione” ottenuta dai medici del Pronto soccorso è la possibilità, in caso di situazione al limite, di ricorrere al medico reperibile del reparto di Medicina per dare un’occhiata ai pazienti ricoverati in Medicina d’urgenza.

Recentemente il manager Salvatore Lucio Ficarra ha finalmente rotto il silenzio rilasciando una intervista al quotidiano "La Sicilia" nella quale però ha proposto soluzioni che sembrano tutt'altro che efficaci. Il manager individua infatti la causa del mancato reperimento di “specialisti in Chirurgia d’urgenza” nella “tipologia di contratto da somministrare” e pensa di risolvere il problema della carenza di medici “accorpando la Medicina con il Pronto Soccorso così come è stato fatto a Canicattì e Ribera”.

Ci sembra quindi il caso di porre pubblicamente alcune domande al manager; domande che sono poi il risultato di un lungo lavoro di raccolta di informazioni, obiezioni, osservazioni.

E’ al corrente del fatto che nei Pronto soccorso possono lavorare anche medici in possesso di altre specializzazioni che non siano quella in Medicina d’emergenza-urgenza e che per l’appunto tra quelli attualmente in servizio non ce n’è uno in possesso di tale specialità?

E’ al corrente del fatto che la prima scuola di specializzazione in Medicina d’emergenza-urgenza in Italia ha aperto le lezioni nell’anno accademico 2009/2010 e che i primi specialisti sono “usciti” solo cinque anni dopo e non sono ancora in numero sufficiente?

Ha dato incarico, vista l’emergenza all’ufficio personale, di approntare un bando urgentissimo da pubblicare in Gazzetta Ufficiale per la selezione di medici disponibili a venire a lavorare ad Agrigento? Andandoli a cercare eventualmente anche in graduatorie di altri ospedali e chiamandoli al telefono uno per uno?

Ha riflettuto sul fatto che accorpare il reparto di Medicina con il Pronto Soccorso rappresenta soltanto l’unione di due debolezze?

E’ al corrente del fatto che i Pronto soccorso di Ribera e Canicattì assieme totalizzano la metà degli accessi del Pronto soccorso di Agrigento e che pertanto quello che può funzionare in realtà piccole può fallire in realtà più ampie ed impegnative?

E’ al corrente del fatto che tra i medici del reparto di Medicina ce ne sono alcuni in possesso di specializzazioni che non consentono di lavorare in Pronto Soccorso?

E’ al corrente del fatto che tra i medici del Pronto Soccorso ci sono alcuni chirurghi che in quanto tali non possono lavorare in Medicina?

E’ sicuro che a parte Medicina e Chirurgia tra i vari reparti dell’Ospedale San Giovanni di Dio (Neurologia, Cardiologia, Chirurgia vascolare, Rianimazione, Lungodegenza) non ci siano medici che possano essere temporaneamente distaccati in Pronto soccorso per coprire le decine di turni scoperti?

Ogni giorno che passa aumenta il rischio che accada l’irreparabile. E quando questo accadrà, di chi sarà la colpa? Dei medici stremati ed ai quali vengono ovviamente persino negate le ferie o di chi non ha fatto abbastanza per risolvere il problema?

 

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