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fabio fabiano
Noir Fabio Fabiano torna in libreria con l'ispettore Di Falco

Si arricchisce di un nuovo capitolo della saga dell'ispettore Di Falco. Un’indagine sul senso della vita, dell’arte, dell’amicizia e della giustizia travestita da noir

- 27/12/2016

Un’indagine sul senso della vita, dell’arte, dell’amicizia e della giustizia travestita da noir. Questo è “Foto dell’anima”, il nuovo romanzo di Fabio Fabiano. Un romanzo-verità dal contenuto teso, dinamico, profondamente legato alla realtà. Per sintetizzare potremmo definirla la cronistoria di un’investigazione nata col piede sbagliato.

Un fotografo americano impiccato, strozzato da un foulard, nel bagno di un residence nella provincia agrigentina. Un sospetto omicida fermato senza prova oggettiva. E l’insondabile mistero di una vita consacrata all’arte ma offuscata da demoni privati, sospetti politici e ombre spirituali. Ecco dunque l’ispettore Di Falco muoversi, coadiuvato dall’efficiente ma un po’sgangherata, squadra giudiziaria, alla ricerca di indizi, moventi e prove. Sondare personalità sfuggenti e situazioni nebulose ove è facile perdersi, confondersi, lasciarsi ipnotizzare.

Un viaggio investigativo, psicologico, tra Sicilia e Roma alla ricerca di frammentarie e ambigue verità stranianti. Un appassionante resoconto di doppia inchiesta calata nel reale minacciata dall’invadente ombra d’interessi sovranazionali, servizi segreti, antichi preconcetti duri a morire. E come in una vecchia foto scattata in analogico, per la soluzione occorre badare ai particolari, attendere i tempi dello sviluppo. Chi ha ucciso il fotografo Arthur Patton e perché? Quale mistero è nascosto nelle opere dell’artista? Gli antichi indiani d’America evitavano le macchine fotografiche convinti che tali aggeggi possano rubare l’anima. È dunque davvero possibile risalire allo spirito dell’uomo osservandone l’immagine immortalata in una foto?

Tutto da leggere, insomma, questo nuovo capitolo della saga dell’ispettore Di Falco nata dalla penna si Fabio Fabiano, esperto di Polizia scientifica ora sovraintendente capo alla squadra mobile della Polizia di Stato ad Agrigento.

Molto bella anche la prefazione del prof. Nuccio Mula. "Tra i tanti carismi - scrive Mula - Fabio Fabiano possiede pure il cineocchio come Dziga Vertov, insigne studioso e documentarista sovietico, avanguardista delsecolo scorso. In questo noir tutto ruota appunto attorno all’arte della fotografia con acutezza eletta a strumento e a codice del crimine: fascinosa, inoffensiva, edificante, peculiare scrittura della luce. Strumento che spande luminescenze sinistre su tutta la narrazione. Non tratta infatti di pura e semplice fotografia nell’accezione più comune ma d’altro. Totalmente altro".

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