Giovedi 18 01 2018 - Aggiornato alle 06:47

marco_zambuto_e_peppe_zambito
Pd ruota di scorta di Firetto Ora serve un armistizio di Giovanni Taglialavoro - 04/05/2015

Il Pd agrigentino, per esclusiva responsabilità dell'imperizia politica di chi lo ha diretto, da perno di una coalizione si è trasformato in ruota di scorta di Firetto. E' difficile stabilire cosa prevalga nello stato d'animo di chi come me ha creduto e crede nel progetto Pd, così come lo aveva definito Prodi e poi praticato Veltroni: soddisfazione per avere visto in largo anticipo, dopo il disimpegno di Campo, che la sponda politica del Pd era Firetto, vergogna per il modo con cui ci si è arrivati, umiliazione per i giravolta che l'hanno accompagnata.
 
Ricordo ai primi di settembre Capodicasa che pretendeva che Firetto passasse dalle primarie, ricordo Peppe Zambito che ai primi di agosto mi annunciava un incontro con l'on. Gallo per una grande coalizione... Mi ricordo soprattutto come abbia dovuto fronteggiare su Facebook attacchi astiosi di chi nel Pd voleva spiegarmi "come qualmente" le primarie fossero un bagno di democrazia e non un inganno oligarchico. Acqua passata. Adesso c'è il voto e il candidato forte. 
 
Proviamo a fare la storia con i se.  Se Capodicasa e Zambito avessero seguito la mia sollecitazione ad appoggiare subito Vincenzo Campo attorno a questa limpida figura si sarebbe formato un larghissimo schieramento civico e il Pd ne sarebbe stato il mentore generoso. Firetto forse non si sarebbe candidato e comunque per la prima volta uno schieramento alternativo avrebbe concorso alla direzione della città di Agrigento con buone chance di vittoria.
 
Le oligarchie del Pd volevano dare le carte e pretendevano un assoggettamento al tavolo di Campo così come di Firetto per arrivare alla designazione. Non era un problema di procedura ma di gerarchie, di potere. E su questo altare il Pd organizza quella ignobile farsa delle primarie salvo poi non riconoscerne il valore pur essendo prevedibile e previsto il vincente.
 
Quale partita si è giocata nel Pd attorno e col pretesto delle primarie? Perché ad un certo punto è diventato un caso nazionale? Perché Renzi ha deciso di non riconoscere l'esito del voto delle primarie? Quello che appare sembra un copione scritto non da Karl ma da Groucho Marx e i suoi fratelli, una commedia degli equivoci e dei paradossi, un groviglio di errori da rasentare l'inettitudine. E ci sono tra i responsabili del disastro ancora quelli che pretendono di opporre veti, indicare assessori e valutare il peso elettorale degli intellettuali non organici.
 
Adesso è necessario un armistizio per preparaci a proporre alla città un'idea di cambiamento. Dopo spero che un sussulto di dignità porti l'area elettorale e i militanti del Pd a una resa di conti.

SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

scrivi alla redazione