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Il neo sindaco di Agrigento Lillo Firetto
Analisi a caldo Firetto stravince, ma ora... di Gaetano Gucciardo - 02/06/2015

Firetto eletto a primo turno. Vince, anzi, stravince a primo turno per la pochezza dei suoi competitori, senz’altro. Dal punto di vista di chi sceglie a partire da posizioni moderate, scarsamente definite in termini di appartenenza, Firetto offriva una maggiore credibilità, una faccia più accattivante, l’esperienza di amministratore di Porto Empedocle dove ha lasciato il segno. Poi Firetto ha messo insieme l’alto e il basso, i movimenti civici e il ventre molle del voto tradizionalmente legato ai centri di potere. Giovani e vecchi. La destra del potere e la sinistra della cultura.

Dunque ha raccolto attorno a sé il conservatorismo del ceto medio e il dinamismo giovanile e associativo, ha intercettato la voglia di continuità di quanti sono relativamente integrati e il desiderio di cambiamento e miglioramento di quanti chiedono alla città uno scatto di orgoglio per proiettarsi in un progetto rivolto al futuro.

Adesso Firetto avrà davanti a sé il problema di come conciliare queste anime. Di tenere insieme ambientalisti e abusivi, i blocchi elettorali adusi alle clientele e i progetti di cambiamento di Mimmo Fontana e Beniamino Biondi.

Le contraddizioni non tarderanno a venire a galla e Firetto dovrà essere bravo a trovare la sintesi laddove sarà possibile oppure dovrà scegliere di far scendere qualcuno dal carro. È stato abile a lasciare sullo sfondo le ambiguità e le contraddizioni dello schieramento che lo ha sostenuto con una efficace campagna pubblicitaria, fatta di proposte accattivanti e sottraendosi alla gazzarra cui lo provocavano a cadere i suoi avversari. Ma quando si tratterà di cominciare ad amministrare, quando il potere comincerà a dispiegare i propri effetti, non sarà più possibile nascondere sotto il tappeto le contraddizioni.

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