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Predissesto finanziario: quando, come e perché
Comune Predissesto finanziario, ecco come funziona

Quando e perché il Comune di Agrigento dichiarerà, di fatto, il predissesto finanziario? Abbiamo chiesto all'assessore al ramo di spiegarci brevemente in cosa consiste il piano di riequilibrio di bilancio

di Debora Randisi - 22/09/2016

Col senno del poi, la relazione presentata da Firetto sembrava già annunciarlo. Il documento presentato in Consiglio comunale sul primo anno di amministrazione, metteva in evidenza, tra l'altro in modo insistente, la voce: obiettivo "evitare il dissesto". In una situazione finanziaria descritta come "un quadro allarmante". E ciò non senza destare preoccupazioni e critiche da parte dei consiglieri di opposizione. "Il nostro comune sconta la rilevante criticità della consistente dimensione della mancata riscossione delle proprio entrate e di consegueneza la difficoltà a garantire necessari equilibri finanziari", si leggeva in un passo significativo della relazione.

Da lì a breve l'assessore al Bilancio Giovanni Amico inizierà a introdurre nelle sue dichiarazioni l'espressione "piano di riequilibrio di bilancio". Con il grande sospetto di tutti, alla luce soprattutto di ciò che è accaduto alla vicina Porto Empedocle. Eppure il buco dell'ordine dei 54 milioni, si sa, c'è. E non si sana da solo. "Il piano di riequiliquio è un tema ancora acerbo ma è chiaro che se non facciamo qualcosa il dissesto arriverà presto" dichiara Amico ad Agrigentosette. Abbiamo dunque chiesto all'assessore di spiegarci brevemente in cosa consiste, quando e perchè il Comune dichiarerà, di fatto, il predissesto finanziario. 

Cos'è, in parole semplici, il piano di riequilibrio di bilancio?

“Il piano di riequilibrio è un'opportunità che la norma consente per tutti quei comuni che non sono in condizioni di vero dissesto ma che hanno individuato criticità che possono portare al dissesto”.

Cosa comporta il piano di riequilibrio?
“Solo la proiezione nel tempo dei debiti. Per quanto riguarda le tasse non cambia nulla, sono già al massimo delle aliquote”.

Come si fa un piano di riequilibrio?
“Si individuano alcune macrovoci del bilancio che possono, per così dire, essere spalmati nel tempo fino a un massimo di 10 anni. Ad esempio i debiti provenienti da sentenze esecutive. Ancora non abbiamo predisposto nessun piano. Occorre prima approvare il rendiconto 2015 e il previsionale 2016. Il piano di riequilibrio andrebbe presentato con il previsionale 2017”.

Qual è il problema che attanaglia il Comune di Agrigento?
“L'Ente ha principalmente un grande problema a cui si aggiungono problemi minori. Il grande problema è l'incremento del fondo di debiti di dubbia esigibilità. A questo si aggiunge la carenza di liquidità, i tagli dei trasferimenti da parte di Stato e Regione, i debiti passivi...”.

Che tipo di debiti sono quelli di dubbia esigibilità che mettono in crisi le casse del Comune?
“Sono tasse che il Comune deve incassare ma che i cittadini non pagano. Se io bolletto ad esempio mille euro di tasse e ne incasso 600, gli altri 400 euro li iscrivo tra i debiti esigibili. Queste tasse non pagate si sommano anno dopo anno. È un problema che cresce e che si aggrava con l'impoverimento del tessuto economico. Il tentativo è quello di potenziare la riscossione di questi debiti”.

In che modo il comune tenta di recuperare questi debiti?
“Alcuni tenta di recuperarli "Riscossione Sicilia", la Gesa si occupa delle tasse sui rifiuti, l'Aipa ha ceduto adesso 27mila euro di ruoli che ora il Comune deve tentare di riscuotere attraverso un'altra società. 

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