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Lillo Firetto
Firetto Il cambiamento c'è ma non si vede

A riassumere chiaramente tutta l'attività amministrativa sono i nove sintetici punti che chiudono la relazione annuale presentata da Firetto ieri in aula Sollano. L'opposizione attacca: non è stato rispettato il programma. Risorse reperite? In un anno sono soprattutto tre i finanziamenti ottenuti

di Debora Randisi - 30/08/2016

I pali blu sono una buona risposta. Ma cosa altro ha combinato Firetto in un anno di amministrazione? A rispondere alla domanda che gli Agrigentini già da mo iniziano a porsi ci sono 65 pagine di relazione annuale presentata dal sindaco ieri sera in Aula Sollano, in una seduta interminabile (7 ore, si finisce dopo la mezzanotte). La relazione viene sviscerata tra bocche impegnate a fagocitare biscotti e interventi conditi di battute di spirito, ma sostanzialmente tra il disappunto netto dell'opposizione e il silenzio assenso della maggioranza. 

Le cose fatte. "È da anni che un sindaco non presentava la relazione annuale, si tratta di una raccolta di atti dal sapore burocratico che fotografa l'attività amministrativa di una città che partiva da condizioni di dissesto finanziario ", afferma Firetto nel suo lungo intervento. Dalle Ztl, alle oltre 8mila contravvenzioni al tergicristallo da parte della municipale, passando per la riscossione dell’ICI 2010 e i mercatini di Natale, la relazione contiene tutti i minimi dettagli. Ma di fatto a riassumere chiaramente tutta l'attività amministrativa sono i sintetici nove punti che concludono la relazione. 
 
Ed ecco ad oggi le cose fatte e degne di nota secondo Firetto: rilancio della manifestazione del Mandorlo in fiore e della stagione teatrale, avvio della raccolta differenziata a Fontanelle, esternalizzazione degli impianti sportivi, avvio dell'iter per la variazione dei confini di Favara ovest, realizzazione di iniziative di pedonalizzazione, riavvio dell'iter di alcuni cantieri bloccati da anni (via Empedocle, porta Saccaioli, piazza Marconi, via delle Torri), semina di progetti per intercettare
finanziamenti. Ultimo punto: pitturazione, scerbatura e altri piccoli interventi (decoro urbano, liberazione di piazzale Aster).
 
La dialettica firettiana. Un conciso, e forse debole, elenco puntato che si comprende solo se si afferra la dialettica di cui si nutre la politica firettiana, dispiegata tra i due termini chiave “dissesto finanziario” e “protagonismo civico”. Un’azione politica che, almeno a parole, vuole dichiarare guerra a decenni di malapolitica, e che si lascia coccolare dall’inflazionata (e a volte detestata) espressione “protagonismo civico”, che non è altro che la bellezza della fiducia di alcuni cittadini che si affermano come coscienza autonoma e promuovono il bene comune. Un fenomeno decisamente nuovo per Agrigento. Proprio nel punto medio tra i due poli di segno opposto staziona la politica firettiana coi suoi nove punti, che in definitiva si contrappongo alle certamente grandi aspettative manifestate dal compatto voto dei cittadini alle elezioni. Nel sentir comune insomma, tradotto in parole semplici: si respira sì aria di cambiamento, ma il cambiamento non si vede. 
 
Tra i vari punti in discussione l’aspetto più importante per una città che è partita con un debito dell’ordine di 54 milioni di euro è la capacità di reperire finanziamenti e risorse. In un anno di attività sono soprattutto tre i finanziamenti ottenuti: uno per il recupero strutturale della Cattedrale (bando a cui il Comune ha partecipato insieme alla Diocesi) l’altro per i solai delle scuole e infine quello per il completamento della “vergogna nazionale”, dice il sindaco, ossia la palestra distrettuale di Piazza Ugo La Mala. Questa mattina l’Amministrazione ha concluso poi l’iter per partecipare a un bando ministeriale per un progetto che riguarda Villaseta (recupero del centro Concordia e altri interventi strutturali) e alcune vie del centro storico per il bando sulle periferie degradate.
 
Ed è proprio il progetto sulle periferie degradate che mette al centro "Girgenti" (Ravanusella, ospedale vecchio, ecc) che potrebbe davvero avere una portata rivoluzionaria per la città mutandone l'aspetto estetico e la funzione sociale abbracciando la vita universitaria agrigentina. Altro bando utile, anche qui il progetto non è completato, riguarda l’attività di progettazione della ricorrenza dei 2600 anni dalla fondazione della città (300 mila euro di finanziamento) e più in generale la programmazione Agrigento 2020.
 
L’opposizione. "La relazione parte dal dissesto finanziario e si conclude con il dissesto finanziario. Ciò che si nota è che Tutta la relazione è attraversata dallo spettro del dissesto, ma quali sono le azioni concrete che questo sindaco ha messo in atto per scongiurare questo dissesto", ci dice il consigliere Pasquale Spataro tra una sigaretta e una chiamata al cellulare fuori dai banchi. Gerlando Gibilaro non si trattiene: "Una relazione che fa ridere i polli, il sindaco ci racconta la poesia. L'armonizzazione è costata 1milione e 150mila euro di tagli per i prossimi 30 anni, tagli ai servizi dei cittadini ma lei e la sua Giunta non sentite di dovervi ridurre l'indennità?".  
 
Il forzista Giovanni Civiltà: "è arrivato con le sembianze del messia e si è rivelato un semplice santone, nulla di straordinario ha prodotto questa Giunta, solo normale amministrazione. La domanda è dove sono le politiche di risanamento delle casse comunali?”. "Dobbiamo un attimo rivedere insieme il programma elettorale", dice la consigliera a cinque stelle Rita Monella, che di mestiere fa l'insegnante, storcendo il naso come farebbe in classe. L'ex consigliere di maggioranza Nello Hamel fa leva sulla parola magica che non compare nella relazione: Piano regolatore Generale. "Oneri di urbanizzazione e costi di urbanistica hanno rappresentato le entrate del Comune di Agrigento, il programma prevedeva di sbloccare il Prg ma si continua a perseverare in attesa di non si sa che cosa".
 
Il sindaco nella sua apologia in risposta agli interventi ritorna sulla faccenda indennità: “La politica non deve essere per chi vive di rendita come i nobili del Risorgimento. Questa amministrazione a conti fatti costa meno di quella precedente, i nostri consulenti esterni sono a titolo gratuito”. Insomma soliti battibecchi. L’opposizione però si mostra compatta su una linea: il programma elettorale di Firetto è ben lontano dalla relazione portata in aula, sostengono a turno. "Non si può non riconoscere che sia stato un anno di rilettura di tanti temi e non c'entro affatto con la situazione che c'è ora a Porto Empedocle, sono tantissimi i comuni caduti in dissesto e i responsabili non sono di certo tutti i sindaci", si difende Firetto.
 
Per dirla con Civiltà, questo “è stato un anno di rodaggio per il sindaco”.  La prossima settimana la Giunta approverà il bilancio consuntivo 2015 che metterà nero su bianco la situazione debitoria dell’Ente. Dopo di ciò si procederà con il bilancio di previsione 2016, strumento fondamentale di tutta l'attività comunale, e che Firetto promette di portare in aula al più presto e non a fine dicembre come da tradizione. Vedremo.  
 

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