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Agrigento, la mobilità urbana prossima ventura
Agrigento futura La mobilità urbana prossima ventura

Tra le proposte per dotare la città di un Piano Urbano della Mobilità figura quella di Legambiente che prevede l'utilizzo delle linee ferroviarie esistenti per una metropolitana di superficie da Aragona a P. Empedocle

- 30/11/2016

di Daniele Gucciardo*

Agrigento sconta un’arretratezza secolare e vive una modernità senza sviluppo, come ci spiega chi a queste cose dedica il proprio studio. E' una città brutta, risultato della nostra storia recente con la quale dobbiamo comunque fare i conti. In un incontro di qualche tempo fa ad Agrigento, Stefano Boeri - architetto sensibile ai temi legati alla sostenibilità ambientale del costruire - partendo dal presupposto che ciò che è stato fatto ad Agrigento, durante il boom edilizio della seconda metà del secolo scorso, realisticamente non può essere rapidamente cancellato, propose agli intervenuti un modo alternativo di guardare a questa “bruttezza” e cominciare ad interrogarsi su come trasformare i “tolli” (edifici pluripiani di scarsa qualità architettonica e oltraggio alle leggi e al paesaggio) in qualcosa di migliore; come far diventare la frammentazione urbana e il disordine urbanistico ormai consolidati, “territorio di ricerca” di una nuova qualità urbana.

Le occasioni per analizzare le specificità territoriali di Agrigento e cercare di interpretarle correttamente per ottenere progetti che ne migliorino la qualità devono essere continuamente ricercate, tra queste ultimamente si è presentata quella legata alla pianificazione della mobilità urbana. Recentemente l'attuale amministrazione comunale di Agrigento ha proseguito l'iter, iniziato da quella precedente, per dotare la città del Piano Urbano della Mobilità

Tutta la città è stata invitata a partecipare agli incontri svolti durante il 2015 con il progettista capo-gruppo (ing. Tito Berti Nulli – Sintagma) nei quali sono state presentate le idee progettuali e sono state formulate e valutate le osservazioni e i suggerimenti provenienti dalle associazioni e dagli ordini professionali ma anche da singoli cittadini. Le aspettative su questo Piano sono in parte state deluse per la mancanza di adeguati approfondimenti progettuali legati ad una limitata disponibilità di risorse economiche ma alcuni temi importanti sono stati affrontati e discussi.

Tra le idee proposte alla valutazione dei partecipanti vi è stata quella - formulata  da Legambiente “Rabat” Agrigento, e sposata dai progettisti del PUMS - relativa all'utilizzo delle linee ferroviarie esistenti e sottoutilizzate per infrastrutturare una mobilità alternativa all’utilizzo del mezzo di trasporto privato - una metropolitana di superficie - tra Aragona/Agrigento Bassa/Agrigento Centrale/Porto Empedocle.

La metropolitana di superficie avrebbe lo scopo di ricucire - seppur in parte - la periferia con il centro cittadino. Infatti in aggiunta alle già individuate nuove fermate “Ospedale” e “Fontanelle”, il sistema potrebbe strutturarsi – in maniera leggermente diversa da come immaginato dai progettisti del PUM – con una linea treno/tram ad alta frequenza e numerose fermate (molte delle quali a richiesta) che dall’Ospedale (frazione di San Michele) arriva alla stazione centrale di Agrigento passando per Fontanelle (con fermata nel punto già individuato dal PUM). Proseguendo verso la Stazione Bassa, con una fermata prima dell’ingresso alla galleria a sud di Fontanelle, nei pressi dell’edificio isolato dell’Agenzia del Territorio, in cui è possibile realizzare un parcheggio di interscambio modale servito dallo svincolo sulla SS 189 (previsto dal PRG), in modo da rappresentare un’alternativa all’accesso alla città con il mezzo privato. All’uscita della galleria si potrebbe realizzare una fermata (con bus navetta) a servizio delle scuole e del CUPA. La Stazione Bassa diventerebbe lo snodo modale tra il treno/tram e i treni regionali. Proseguendo verso Agrigento Centro, la successiva fermata potrebbe essere al Quadrivio Spinasanta, nel punto in cui si incrociano a quote diverse le due linee ferroviarie AgBassa/AgCentrale con AgBassa/PortoEmpedocle, e consentire il cambio di linea. La successiva fermata potrebbe essere in via XXV Aprile (200 metri prima dell’ingresso in galleria) che potrebbe fare sistema con il previsto parcheggio e l’annunciato sistema ettometrico di risalita (ascensore inclinato) che porta in piazza Don Minzoni (Cattedrale). Attraversata la galleria che attraversa la collina di Girgenti, una fermata che potrebbe rappresentare un importante “sfida” per l’ingegneria e l’architettura contemporanea, potrebbe essere quella a ridosso dei resti delle Mura chiaramontane e della “Porta di Mare”, in questo luogo la creazione di una fermata del treno/tram potrebbe essere l’occasione per recuperare e la valorizzare le preesistenze architettoniche medievali. Inoltre con un sistema di ascensori e scale mobili si potrebbe collegare, l’area di sosta “spontanea” a fondo sterrato sottostante la via Dante - che potrebbe diventare parcheggio infrastrutturato - la via Dante stessa, la fermata del Treno/Tram e la via Pietro Nenni. Altra fermata potrebbe essere nello scalo ferroviario merci di Piazza Ravanusella, dove potrebbe essere individuato un altro percorso meccanizzato di risalita verso la via Atenea e di discesa verso la via Dante/via Manzoni.

La metropolitana di superficie inoltre servirebbe a rendere accessibile la Valle dei templi e la città ai turisti, attraverso la creazione di alcune fermate (molte delle quali anche qui a richiesta) del treno/tram ad alta frequenza lungo la linea AgBassa/PortoEmpedocle. Infatti partendo dalla Stazione Bassa e superando la già descritta fermata del Quadrivio Spinasanta si potrebbe pensare ad una fermata all’interno del “Parco dell’Addolorata” nei pressi della pista di pattinaggio oppure o in aggiunta, all’uscita della galleria, nei pressi della suggestiva Cava di calcarenite a servizio della Cavea per gli spettacoli all’aperto. Proseguendo si potrebbe realizzare una fermata nei pressi della Necropoli Pezzino e una poco prima dell’ingresso della galleria di Poggio Meta in modo da rendere raggiungibile - tramite sentiero pedonale o ciclabile - il museo archeologico di San Nicola. Poi si confermerebbe la fermata esistente nei pressi del Tempio di Vulcano a servizio anche della Kolymbetra e della area archeologica di Porta V. Proseguendo verso il mare una fermata importante potrebbe essere quella di Cugno Vela, in cui si dovrebbe realizzare la connessione funzionale con il grande parcheggio esistente realizzato per la sosta degli autobus turistici, che potrebbe rappresentare un parcheggio di interscambio modale sia per i flussi escursionistici che per chi per altri motivi proviene dalla SS. 115 con il mezzo privato e viene incentivato ad entrare in città con il Treno/Tram. Un’altra fermata non può non essere prevista nei pressi della Casa Natale di Pirandello, vicino l’incrocio con la SS.115 (E931) e relativo percorso ciclabile che attraversa il lembo di campagna di contrada “Caos” sottoposta a tutelata paesaggistica. Oppure o in aggiunta un’altra all’uscita della galleria, proprio all’interno del Vallone Caos che si trova a poche decine di metri dalla Casa Natale, che potrebbe essere raggiunta superando il dislivello attraverso un sentiero pedonale attrezzato. Proseguendo si entra nel territorio comunale di Porto Empedocle e potrebbero essere integrate in questo sistema la stazione esistente (Centrale) e la c.d. Casellante per intercettare il flusso Crocieristico.

 

 

 

 

 

 

Vai alla mappa delle fermate su Google Earth

Inoltre sono stati proposti e sono diventati parte del Piano anche alcuni tracciati (salite, scalinate ecc.) all’interno del Centro Storico per la realizzazione di percorsi meccanizzati di risalita direttamente connessi alle fermate ipotizzate della metropolitana di superficie.

Alcuni osservazioni critiche sulla realizzabilità sono state sollevate dall'Ente proprietario della infrastruttura ferroviaria (RFI) in quanto occorre approfondire le interferenze potenziali con il servizio ferroviario Agrigento-Palermo e Agrigento-Caltanissetta.

Certamente occorrerebbe fare di più per rendere questo piano di mobilità più sostenibile infatti nella delibera di approvazione della Giunta Comunale n. 108 del 01.08.2016 si richiamano in punti diversi e indistintamente PUMS - Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e PUM - Piano Urbano della Mobilità.

PUMS e PUM sono due acronimi che generano un po’ di confusione, ma sono due cose distinte. Il PUMS non è un “piano” previsto dalla normativa italiana ma un “piano strategico” promosso dalla Commissione europea attraverso, ad esempio il Piano d’azione sulla mobilità urbana (2009) e il Libro bianco sui trasporti (2011). Il PUMS introduce un approccio innovativo alla pianificazione della mobilità ed integrato con gli altri Piani urbanistici e territoriali. Nei documenti della Commissione europea contenenti le linee guida per la redazione dei PUMS si individua come uno degli obiettivi primari - che questo tipo di pianificazione deve puntare a raggiungere - quello di promuovere uno sviluppo bilanciato di tutte le modalità di trasporto ed incoraggiare le scelte di quelle più sostenibili, non solo dal punto di vista energetico ma anche economico e sociale. Il PUM è invece uno strumento di pianificazione codificato dalla legge 340/2000 con linee guida redatte dal Ministero dei Trasporti.

Nonostante il buon lavoro svolto, l’impostazione progettuale data al PUMS di Agrigento, a mio avviso, subisce questa mancanza di chiarezza. Infatti, se da un lato l’incarico di progettazione non può che far riferimento alla normativa vigente in Italia, affidando la redazione di un PUM, dall’altro sembra che il “desiderio” dell’Amministrazione comunale sia quello di avere un PUMS.  Dalla lettura della relazione generale emerge chiaramente che l’argomento della “sostenibilità” - pur non essendo stato ignorato - sembra essere stato affrontato come un obbligo formale invece che come il tema “forte” sul quale interrogarsi, proporre idee e soluzioni. Non a caso molto spesso nello stesso testo si parla di PUM – Piano Urbano della Mobilità e non di PUMS – Piano Urbano di Mobilità Sostenibile.

Nell’analisi di tipo trasportistico, realizzata per descrivere la specificità del territorio di Agrigento, manca il tassello che serve a capire quali sono e che dimensione hanno i fabbisogni di mobilità dei cittadini che vorrebbero o potrebbero rinunciare al mezzo di trasporto privato - principalmente l’automobile - manca la delineazione degli scenari possibili - le ipotesi progettuali - in base alle diverse soluzioni di mobilità “sostenibile” che si potrebbero adottare. Il capitolo 19, dedicato al car/bike-sharing contiene delle semplici descrizioni di esempi provenienti da altre città italiane senza spiegare le somiglianze e/o le differenze tra queste e Agrigento. Non ci sono dati di analisi sulla efficacia o meno di applicazione di un modello piuttosto che un altro, tra quelli elencati. Il capitolo 27 sulla elettrificazione delle flotte non affronta minimante gli eventuali aspetti progettuali specifici di Agrigento: quale modello tra quelli proposti è più adatto? Dove collocare le colonnine di ricarica? Il servizio di car sharing elettrico più “sostenibile” per Agrigento è “free floating” o “one-way”?

Di tutto ciò si spera si discuta in Consiglio Comunale nel tentativo emendare tali lacune prima della approvazione definitiva che è di competenza di questo organo amministrativo.

 

* Daniele Gucciardo, architetto, è vice presidente del circolo Rabat di Legambiente

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