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Teatro antico Un possibile suggestivo scenario

Le strutture affiorate negli scavi sembrano collocabili tra la fine del III e gli inizi del II secolo a.C. , in un periodo di occupazione romana. I romani però potrebbero aver ampliato l'antico teatro greco costruito cento anni prima

- 20/10/2016

di Ivan Ciccarello*

Le strutture messe in luce in questa prima settimana di scavi archeologici sembrano confermare le prime impressioni positive riguardo il ritrovamento del tanto agognato teatro antico di Agrigento. I primi dati cronologici indicherebbero che le strutture oggetto di indagine, siano collocabili tra la fine del III e gli inizi del II secolo a.C. , in un periodo di occupazione romana.

Questa attestazione sta generando tra gli agrigentini, i quali hanno accolto la notizia del ritrovamento con grande entusiasmo e forte interesse, un dubbio su dove possa trovarsi il teatro greco se l’edificio in fase di scavo andrebbe collocato in un periodo di dominazione romana. La discussione in merito sarebbe articolata e andrebbe approfondita maggiormente soprattutto perchè si parla di un periodo in cui la potenza di Roma è in fase di espansione a discapito anche della civiltà greca, la quale, comunque, verrà assorbita e sarà presente nella cultura, nell’arte e nell’architettura del mondo romano.

Restando focalizzati sul ritrovamento di Agrigento, una risposta potrebbe arrivare dal dato archeologico attraverso lo scavo sistematico di tutto l’edificio teatrale, ci sarà tempo, quindi, per discutere e congetturare.

Probabilmente il teatro greco di Akragas, inquadrabile cronologicamente in un periodo compreso tra la seconda metà del IV e la prima metà del III secolo a.C., sarà stato edificato nello stesso sito in cui si stanno effettuando gli scavi e si potrebbe ipotizzare che le strutture messe in evidenza in questi giorni, con un sistema di terrazzamenti artificiali con andamento curvilineo, formati da setti radiali che definiscono degli ambienti quadrangolari colmati di terra sui quali si impiantava la summa o media cavea, altro non sono che un ampliamento tardo ad un più antico teatro greco.

Con il proseguo degli scavi archeologici, in una fase successiva che interesserà l’ima cavea, ovvero la parte più prossima all’orchestra, gli archeologici potranno verificare la possibilità di effettuare dei saggi all’interno delle sostruzioni del kolion e sperare di individuare materiale archeologico utile a fornire un interessante terminus post quem per la datazione di un eventuale primo impianto teatrale.

Interessante sarà anche l’individuazione dell’edificio scenico del teatro. Molti sono gli studi e gli scavi compiuti nei teatri antichi della Sicilia che hanno coinvolto diversi studiosi e ricercatori, i quali non sempre sono giunti a conclusione unanime circa l’evoluzione architettonica della scena e contestuale inquadramento cronologico, ma è ipotesi conclamata che i teatri nei secoli siano passati da una scena in legno ad un solo piano, alle grandi scene monumentali, con palcoscenico centrale e due corpi avanzati ai lati noti come parasceni, a più piani retti da colonne e con decorazioni architettoniche come terrecotte e statue.

Il dato cronologico attestato da questa prima settimana di scavi ad Agrigento,  induce a supporre che resti di una scena in muratura verranno probabilmente individuati sotto diversi metri di terra, ma solamente le ricerche condotte dal Parco Archeologico, dall’Università di Catania e attraverso i risultati che si attendono dalla tomografia elettrica effettuata nella presunta zona della scena dal Politecnico di Bari, confermeranno se sono presenti strutture riconducibili alla scena.

Siamo soltanto all’inizio del grande “sogno archeologico” degli agrigentini cullato per generazioni, l’augurio è che gli scavi di questa prima fase confermino e accrescano i dati che stanno emergendo, con il desiderio che successive campagne di scavo e futuri interventi di restauro possano restituirci in un buono stato di conservazione il nostro edificio culturale per antonomasia.

La scoperta del teatro offrirà un rilancio storico, culturale che potrebbe avere riflessi anche su quello turistico della città. Agrigento deve riappropriarsi della propria storia e gli agrigentini difenderla e divulgarla. Ma soprattutto occorre essere fieri ed orgogliosi delle magnificenze tramandate dai nostri avi.

 

*Ivan Ciccarello, si è laureato in Archeologia all’Università degli studi di Lecce con una tesi sui teatri antichi della Sicilia. Ha effettuato scavi e ricerche con l’Università di Lecce in Puglia e con la Sovrintendenza di Agrigento in Sicilia.

 

La foto in alto è di Giuseppe Greco

  

 

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