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Lega Pro Akragas, a Monopoli per evitare i playout

Dopo la sconfitta in casa con la Juve Stabia i biancazzurri in terra pugliese avranno ancora un'opportunità di evitare i playout. Ecco come

di Gaetano Gucciardo - 03/05/2017

Ci sono momenti in cui vedi prodursi l’incrinatura fatale. Non è ancora successo niente ma non c’è più niente da fare. Quando domenica Palmiero ha reagito a quel modo e abbiamo visto balenare dal taschino dell’arbitro – bel tipo – il rosso del cartellino, abbiamo capito che il danno era fatto. Ora, posto che un arbitro dovrebbe essere molto più cauto nel prendere decisioni che condizionano irreversibilmente una partita in cui le squadre si giocano una intera stagione, Palmiero ha fatto una sciocchezza che possiamo ascrivere alla sua giovane età ma che rimane imperdonabile.

Tale è stato lo sbandamento subito dalla squadra che manco dopo dieci minuti – sette per l’esattezza - eravamo sotto di due gol. A conferma che la Juve Stabia non è una squadra a fine campionato. Ha i numeri e la determinazione di chi andrà a fare i play off con serie intenzioni di vittoria. Eppure fino a quel momento l’Akragas se la stava giocando.

Di Napoli conferma il solito 3 5 2 ma a esterno destro schiera Salvemini invece di Coppola un po’ per mettere a mezzala Coppola e un po’ – lo spiegherà lui stesso in conferenza stampa - per sfruttare la forza e la tecnica di Salvemini sulla fascia meno presidiata (si fa per dire) della Juve Stabia. Ma, o l’hanno cercato poco o si è fatto trovare poco, sta di fatto che non ha funzionato benché quelle pochissime volte che ha avuto la palla, nell’accentrarsi, ha creato difficoltà e pericoli per gli avversari.

Sotto di due gol, il malumore prende tutto l’Esseneto, pieno come mai quest’anno e, come riflesso pavloviano, dalla curva s’alza il coro contro i licatesi (e Giavarini, dopo mesi, è di nuovo in tribuna). Il resto dello stadio reagisce fischiando, s’accende in curva qualche discussione di troppo e vediamo l’agitazione che precede le zuffe, qualcuno che sale di corsa i gradoni e qualcun altro che s’avventa a placcare i malintenzionati. Finisce lì, per fortuna. Ma mentre prima la folla della curva era compatta, adesso il manipolo degli ultra è fisicamente isolato. È quello che vogliono. Loro sono i duri e i puri. Anche i cori di sostegno, però, adesso, sono molto ma molto meno sonori.

Altra condotta, quella dei tifosi della Fortitudo Moncada Agrigento. Alla greve ironia del main sponsor della Fortitudo Bologna che in settimana si era chiesto dov’era Agrigento, se era in Italia e se per arrivarci ci voleva il canotto, la risposta è stata l’esibizione di una serie di canotti per bambini e soprattutto uno striscione: “Chi viene da noi con il canotto…” seguito, dopo qualche minuto da un altro: “…spesso muore. Rispetto!”. Da una parte ultras proclivi alla rabbia e all’insulto. Dall’altra ironia e testimonianze prosociali.

Quando l’arbitro, lì all’Esseneto, fischia la fine, riserviamo ai ragazzi, completamente abbattuti, gli applausi che meritano. Adesso, per evitare i play out dobbiamo vincere con almeno due gol di scarto a Monopoli e sperare che il Catanzaro non vinca a Fondi. Se però dovesse accadere che la Vibonese ci raggiunga, ci si ritroverebbe in tre a quota 41 (noi, il Monopoli e la Vibonese). In questo caso varrebbe la classifica avulsa determinata dai punti ottenuti negli scontri diretti fra queste tre squadre e si verificherebbe la combinazione astrale per cui ci basterebbe vincere anche con un gol di scarto per scansare i play out.

Ora, noi siamo l’Akragas, una squadra che, come le squadre biancazzurre amate da Camus, perde le partite che deve vincere: da quella di Fondi con la Correggese a quella per la promozione in D contro la Cavese, da quella contro il Siena per la coppa Italia a quella contro la stessa Juve Stabia di oltre trentacinque anni fa. Ma io mi ricordo pure l’ultima di campionato del 1976-77 contro la Leonzio. Palo all’ultimo minuto di Cannizzaro e retrocessione in Promozione.

Ma quella di Monopoli non è l’ultima spiaggia e quelle che noi – biancazzurri – perdiamo sono le partite finali. A Monopoli ci giochiamo le chances di evitare i play out. È difficile ma non impossibile. L’Akragas fuori casa è più tosta che fra le mura domestiche e il Monopoli è alla sua portata. Lo scacceremo questo nimbo di sventura. Ci sottrarremo al suo danno. Vada a scaricarsi da un’altra parte.

 

La foto in alto è di Sandro Parisi

 

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