Sabato 16 12 2017 - Aggiornato alle 23:29

Akragas 2017/2018
Akragas La rabbia e il rimpianto

È vero. Non è colpa vostra. La società è in vendita, giocate in esilio... Tutto quello che volete. Però in campo ci scendete voi e indossate le maglie dell'Akragas che furono di Rossi, Catalano e De Brasi...

di Gaetano Gucciardo - 13/11/2017

È vero. Non è colpa vostra. La società è in vendita, la proprietà ha spiegato che, bene che va, da sola può arrivare al massimo a dicembre. Giocate in esilio, sempre su un pullman e in una stanza d’albergo. Tutto quello che volete. Ma in campo non scendono né Alessi, né Giavarini, non ci scende Di Napoli e manco Nigrelli, né Russello o Ciccio Nobile. E manco noi tifosi. Ci scendete voi. E indossate la maglia, che vi piaccia o meno, dell’Akragas. Quella di Nespolo e Fiorino, di Carta, Brugnera, Rossi. Quella di Colusso, Catalano, De Brasi. E di Chiavaro e Vindigni.

A voi, questi nomi, non diranno niente. Ma a noi suonano né più e né meno di Sarti, Burgnich, Facchetti o Zoff, Gentile, Cabrini. E ci aspettiamo che chi la indossa, ne sia all’altezza. In Prima Categoria come in Serie C. Siete voi che dovete produrre risultati. Tutto il resto può essere una attenuante ma non vi esime dalle responsabilità. Un campo di calcio è sempre un campo di calcio, a Francavilla, come a Siracusa e ad Agrigento. E se cambia qualcosa è solo nella vostra testa. E dunque se perdete cinque partite di fila e le perdete pure come se foste andati in vacanza, è colpa vostra. Ho ben poco da aggiungere.

È inutile raccontarla questa partita col Francavilla. Vi siete svegliati a dieci minuti dal termine. O forse, per non essere impietosi, si potrebbe dire che vi siete scrollati di dosso la paura quando ormai non c’era più niente da perdere, il risultato era negativo e si poteva sperare di raddrizzarlo senza subire anzitempo il colpo del KO. E avete fatto vedere che, se volete, potete mettere alle corde qualunque avversario.

E invece vi siete scordati come si gioca. Non come giocavate voi fino a qualche settimana fa, ‘chè ci facevate brillare gli occhi, no. Vi siete scordati che prima di passare la palla bisogna guardare se non ci sono avversari in agguato; che se l’arbitro fischia punizione, prima di disquisire con lui, bisogna mettersi davanti alla palla; che, se recuperi palla, devi innescare una ripartenza, non passarla indietro per ricominciare.

Ci fate vedere cose che manco noi che ci facciamo la partitella con gli amici. E naturalmente, siccome il diavolo ci deve mettere sempre lo zampino, vi siete fatti bucare dai due unici ex in campo. E, lo volete sapere? li abbiamo rimpianti. Ammirate che cosa fa Madonia con l’unica palla che ha avuto nello scampolo di partita che ha giocato. Poteva passarla al compagno e gli avrebbe aperto una prateria davanti a sé, solo contro Vono. Invece la palla se l’è tenuta, ha innescato la corsa, superato l’avversario e uccellato il nostro portiere come un tordo. Ecco un esempio di determinazione, convinzione e rabbia.

E dunque non solo abbiamo dovuto vedere le maglie dell’Akragas indossate da dei pappamolle ma pure avvilirci coi gol degli ex. Spero che leggiate questo articolo e che vi faccia incazzare. Mi auguro che camminando per strada vi rinfaccino che giocate da schifo. E che vi sia rimasto un briciolo di orgoglio da tirar fuori al momento opportuno. Vedete cosa dovete fare col prossimo match salvezza coll’Andria!

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