Domenica 27 05 2018 - Aggiornato alle 17:45

Akragas, riscaldamento prima della gara col Lecce Akragas, tutti arresi ma non la squadra

Non c’è più traccia di Alessi, non c’è più traccia di pubblico, non c’è più traccia di ultras. E invece la squadra non si arrende. Insomma i ragazzi col Lecce c’hanno messo, insieme, quello che potevano. E non hanno sfigurato. Certo, Camarà centravanti non si può vedere...

di Gaetano Gucciardo - 05/03/2018

Carrotta, uno che durante la stagione è cresciuto tantissimo, esce dal capo sfiancato. Era talmente stanco che aveva il fiatone spezzato, a singhiozzi. L’abbiamo visto recuperare la palla davanti all’area ed è sembrato che si strappasse da terra; ha speso, in quell’atto, le ultime residue stille di energia. È uscito fra gli applausi dei testardi dieci tifosi presenti (ma eravamo di più perché c’erano genitori, fidanzate, amici dei ragazzi in campo).

Le sconfitte non ti fanno solo perdere punti e alla lunga campionati e categorie. Le sconfitte deprimono, disgregano, generano rabbia e voglia di capri espiatori. Le sconfitte scatenano la rabbia intestina fra gli amici dello stesso campo. E a un certo punto, generano la resa. Sono tanti quelli che, attorno all’Akragas, si sono arresi. Non c’è più traccia di Alessi, non c’è più traccia di pubblico, non c’è più traccia di ultras. E invece la squadra non si arrende.

Patisce le amnesie, la mollezza, la poca convinzione di alcuni ma compensa col collettivo. Abbiamo visto chi, sbadato o spaventato, rinculava mentre la squadra spingeva e il compagno tentava di passargli la palla, abbiamo visto un altro cincischiare in area e farsi superare dall’avversario sbucatogli alle spalle, e poi farsi togliere la palla e finire inevitabilmente addosso all’avversario che, astutamente, in piena area, si è buttato giù. Stavolta non c’era alcuno sprovveduto, o malintenzionato arbitro col fischietto facile e pronto a dare addosso al più debole. E ci è andata bene. Però c’era chi sbagliava e c’era chi rimediava. E chi aveva sbagliato prima, rimediava dopo agli errori di chi prima aveva rimediato all’altrui errore.

Insomma i ragazzi c’hanno messo, insieme, quello che potevano. E non hanno sfigurato. Certo, Camarà centravanti non si può vedere. Servito, sistematicamente, con palle alte, è stato, sistematicamente, sovrastato dai marcantoni avversari. Ed è una cosa che avevamo già visto col Catanzaro. Ma se, a Di Napoli, Alessi ha tolto mezza squadra (ricordate l’annuncio che si smobilita?) e non gli ha preso l’attaccante, lui che deve fare?

Si vede che cerca la quadratura, si vede che sperimenta. Ci prova. Gli esperimenti sono tali proprio perché non lo sai se funzioneranno o meno. Puoi testare prima, durante la settimana, le soluzioni ma il test vero è con l’avversario vero. E gli esperimenti sono tali proprio perché a volte non riescono. E mi sa che le soluzioni di ieri non sono state molto soddisfacenti: Zibert trequartista non sembra che l’ombra del giocatore che ricordiamo. Abbiamo fatto solo due tiri e messo pressione al Lecce, col gioco, solo per uno sprazzo di partita, quando è entrato Dammacco.

È vero che era il Lecce, la prima della classe, ma l’Akragas è sembrata avere più cuore che raziocinio, più voglia che soluzioni, più corsa che schemi. Naturalmente non ci è mancata la iella per cui la palla, indirizzata in porta, è finita sulla traversa. Mai sufficientemente maledetta. Pastore è veramente un asso. Piccolo ma col senso del tempo, è riuscito più volte a precedere l’avversario, persino di testa, e ad aggirarlo.

Adesso i punti di distacco dalla quart’ultima sono diventati tredici, dovremmo recuperarne almeno cinque. Ma ci attende una penalizzazione. E dunque sono pure più di cinque. Tutto ci dice male. Ma dire male significa assecondarlo, il male. Dire che non c’è più niente da fare, significa rendersi partecipi e complici della sconfitta. La squadra non lo fa, non si vede perché dovremmo farlo noi tifosi. Velasco, uno che la sa lunga, parafrasava: “L’importante non è vincere, ma provarci”, pure se sei l’ultima della classe. Avanti, biancazzurri!

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