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Fortitudo Galeotto sarà il canotto?

Contro Bologna un ottavo di finale di play off entusiasmante. L'eliminazione per Agrigento sarebbe una grossa delusione, per gli emiliani il fallimento totale di una stagione

di Gerlando Verruso - 29/04/2017

“Il cielo è azzurro, il mare è blu. Per la merendina ci pensi tu. Partiamo alle cinque? Torniamo alle otto?! Affittiamo il canotto. Affittiamoci un canotto e prendiamo il largo verso il mare blu “ Renato Zero, “Galeotto fu il canotto”, 1981.

Sarebbe troppa grazia pensare che sia proprio Renato Zero il ghost writer che scrive i testi delle dichiarazioni di Federico Ballandi, sponsor con la sua azienda di abbigliamento Kontatto della gloriosa Fortitudo Bologna. Sarebbe davvero troppa grazia perché dell’ironia dell’artista romano non si trova purtroppo alcuna traccia nello sfondone del patron bolognese che si chiedeva (pensando lui, a torto, di essere ironico) se dovesse raggiungere Agrigento “con dei Frecciarossa o con dei canotti” e se la città dei Templi addirittura fosse “ancora in Italia?”.

Ironia purtroppo zero, ma ignoranza a mille. Tutti sanno, infatti, che il Frecciarossa ad Agrigento non ci arriva proprio e che in quanto a ferrovie siamo messi proprio male. Ogni tanto arrivano i canotti veri, quelli stipati all’inverosimile di migranti, ma si tratta di una storia triste che non ci sentiamo di raccontare al produttore di abbigliamento. Probabilmente gli rovineremmo l’entusiasmo per l’apertura dei play-off della Serie A2 del campionato italiano di basket. Perché sì, questo vale la pena ribadirlo perché sia chiaro, Agrigento è ancora in Italia nonostante negli anni scorso tanti politici e tanti abitanti delle regioni più vicine all’Emilia Romagna felix abbiano manifestato chiara volontà di fare in modo che non lo fosse più.

Alla fine comunque Ballandi si è scusato, attraverso un breve e scarno comunicato affidato alla società bolognese di cui è sponsor, “con chi si è sentito offeso”. In realtà le scuse avrebbe dovuto porgerle ai giocatori ed ai tifosi della Fortitudo Bologna perché le sue parole hanno sicuramente dato ai tifosi ed ai giocatori della Fortitudo Agrigento quel pizzico di motivazione in più che al Palamoncada potrebbe fare la differenza tra passare il turno o concludere l’esperienza play-off.

E se per Agrigento tutto sommato l’eliminazione rappresenterebbe una grossa delusione ma non sarebbe certamente una tragedia insuperabile, per Bologna invece fallire il passaggio del turno sarebbe anche il fallimento totale di una stagione. Lo hanno ben capito gli esponenti della storica “Fossa dei Leoni 1970” bolognese che si sono immediatamente dissociati dalle dichiarazioni giudicandole “totalmente inopportune e lesive per una società sportiva che dovrebbe trasmettere ben altri valori”.

Alla fine di queste poco edificanti vicende resta però il basket e soprattutto resta un ottavo di finale di play off che si preannuncia entusiasmante. Le due Fortitudo si ritrovano di fronte dopo i quarti dell’anno scorso che videro trionfare Bologna con un netto 3-0 costruito con due vittorie al Palamoncada. Sfruculiando la cabala troviamo un altro precedente che dice Bologna, ed è quello legata a Mancinelli che vinse due anni fa con Torino la finale di play off contro l’allora sorprendente Fortitudo.

Un'altro precedente, quello legato a Luca Gandini, dice invece fortemente Agrigento. Il pivot triestino è infatti uscito sconfitto dai play off proprio per mano biancazzurra sia due anni fa con l’allora favoritissima Verona che l’anno scorso con l’ambiziosa Mantova. Anche quest’anno Agrigento gode del fattore campo favorevole, ed è questo il punto di forza da sfruttare contro un avversario sulla carta superiore. 13 vittorie su quindici partite nella regular season. Il Palamoncada violato soltanto da Siena e Biella. Sono questi i numeri su cui deve puntare la Effe biancoazzurra. I bolognesi hanno ingaggiato dritto da Caserta Daniele Cincirarini, guardia di esperienza e fratello del certamente più forte Andrea, dando ulteriore profondità e robustezza ad un roster costruito per inseguire il salto di categoria.

Agrigento, memore del tutto sommato poco utile ingaggio di Mortellaro in occasione dei play off della scorsa stagione, ha mantenuto le bocce ferme affidando ancora una volta a Franco Ciani il compito di spremere il 120% dai suoi ragazzi. Il resto del lavoro spetta al pubblico al quale si chiede di scordare qualche partita andata male nel corso della regular season e di infiammare il Palamoncada come ai bei tempi.

E cadono così a puntino le parole degli Stadio per un pezzo del 2003 dell’album, manco a dirlo, “Storie e Geografie”. “Tu hai una storia ed anch’io ce l’ho e c’è ancora tanto da scrivere… Stabiliamo un contatto ma facciamolo adesso prima che sia troppo tardi…”. Contatto con la C iniziale, ovviamente. Buoni play off a tutti.

 

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