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Serie A2 Fortitudo, a Scafati per imparare a volare

Vincere a Scafati significherebbe inoltre cogliere il miglior piazzamento di sempre in A2. Niente male per una squadra che ha vissuto parecchi alti e bassi ed ha ancora pagato un oneroso tributo in termini di acciacchi ed infortuni

di Gerlando Verruso - 22/04/2017

“A soul in tension that’s learning to fly… There’s no sensation to compare with this”. Pink Floyd – “Learning to fly” 1987.

Per la Fortitudo è giunto il momento di imparare a volare. La preseason che si conclude a Scafati va adesso letta come una lunga fase di rullaggio durante la quale i biancoazzurri hanno cercato, trovato, perso e ritrovato i fondamentali per rimanere in aria: rullaggio, decollo, stabilità, velocità, resistenza alle correnti ed ai vuoti d’aria, capacità di mantenere la rotta senza deviare. Alla fine delle lezioni bisogna però staccarsi dal suolo ed imparare a volare davvero. Volare nei play-off, praticamente un altro campionato che riapre completamente i giochi.

Il primo colpo d’ala va però dato a Scafati per chiudere al quarto posto e garantirsi due gare sicure al Pala Moncada e l’eventuale gara 5 degli ottavi davanti al proprio pubblico. Vincere a Scafati significherebbe inoltre cogliere il miglior piazzamento di sempre in A2 (quarto o quinto migliorerebbe comunque il sesto posto dell’anno scorso) e migliorare anche il record di punti arrivando a 36, vale a dire 2 in più della scorsa stagione (ovviamente non considerando i 44 punti della Lega Silver 2013-2014 che era un campionato inferiore anche se dava accesso ai play off).

Niente male per una squadra che ha vissuto parecchi alti e bassi ed ha ancora pagato un oneroso tributo in termini di acciacchi ed infortuni. Niente male anche perchè i record potrebbero arrivare sul campo di Scafati (già violato l’anno scorso). Fatto davvero sorprendente considerato che i campani partivano alla vigilia della stagione come una delle squadre da battere dopo la trionfale stagione scorsa e si ritroveranno invece ad affrontare i play-out per non retrocedere.

Quanto al piazzamento finale inutile avventurarsi in calcoli, pronostici e vaticinii. Quarti o quinti, Ravenna o Fortitudo Bologna negli ottavi, conta davvero poco. Per dire, qui ad Agrigento si racconta ancora e si racconterà per tanti anni l’epica vicenda di quella squadra che partendo dall’ottavo posto in classifica e non avendo mai il vantaggio del fattore campo, arrivò ad un soffio dalla promozione in Serie A1. Quella squadra si chiamava e si chiama Fortitudo. I play-off saranno certamente duri e difficili. Esserci ed in buona posizione è un buon viatico. Il resto verrà se i biancazzurri impareranno a volare.

 

La foto in alto, tratta dalla pagina Facebook della Fortitudo, è di Calogero Lampo

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