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Vogliamo l'Assegno di Cura
Disabilità e assistenza Vogliamo l'Assegno di Cura

Domani corteo in piazza di famiglie e associazioni per chiedere l’assegno di cura. Di cosa si tratta? Un contributo che gli enti pubblici devono fornire a chi ha bisogno, qualunque sia il loro reddito, e non invece solamente per 15 famiglie come sta accadendo nei comuni dell'Agrigentino

- 30/08/2016

Tutte le associazioni del territorio volte alla salvaguardia e alla tutela delle pari opportunità e  dei diritti di persone con disabilità, accompagnate dai familiari delle stesse persone disabili, domani scenderanno in piazza uniti in corteo per chiedere l’assegno di cura. Di cosa si tratta? L’assegno di cura è un contributo che gli enti pubblici (le Regioni, mediante gli Enti locali o le ASP) devono fornire alle famiglie, qualunque sia il loro reddito, e non invece solamente per 15 famiglie come sta accadendo per i 4 comuni di Agrigento, Favara, Aragona e Raffadali. Un aiuto che consente alle famiglie di ricevere assistenza a domicilio familiari che richiedono un’elevata spesa economica, consentendo così di mantenere le persone disabili inserite nel proprio contesto familiare e sociale. 

“L’assegno di cura - afferma una mamma-  riuscirà ad assicurare una vita libera e indipendente ad ogni persona disabile, garantendo la possibilità di poter scegliere dove vivere e da chi farsi assistere, senza nessun criterio o progetto di selezione della disabilità”. A partecipare sono le associazioni: Amici di Agrigento ONLUS ; Vitautismo ONLUS; Lottiamo Insieme Agrigento; Nuove Ali di Agrigento; Senza Limiti di Favara;  Famiglie Persone Down Delegazione Agrigento; A.I.A.S. di Licata; Unione Ciechi d'Europa; Crescere Insieme di Sciacca; Comitato oltre lo Specchio.
 
La manifestazione che partirà da Agrigento in piazza Cavour a partire dalle 10, ha lo scopo di sensibilizzare tutte le istituzioni al fine di promuovere l’inclusione sociale delle persone disabili e delle loro famiglie. I manifestanti eleveranno la voce per avere a disposizione in Sicilia, così come avviene in altre regioni italiane, parità di trattamento e servizi garantiti che hanno visto sospendere, e che fino ad allora hanno consentito  un supporto necessario per la quotidiana assistenza domiciliare del disabile.

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