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Modugno Quando Mister Volare approdò ad Agrigento

Sono passati 22 anni dalla scomparsa del Mimmo nazionale che negli anni Novanta sedette anche in Consiglio comunale ad Agrigento. Un impegno che oggi, a distanza di 26 anni, pochi ricordano e nessuno commemora.

di Debora Randisi - 06/08/2016

“È inutile che io qui indichi le cose da fare: l'acqua, il Centro storico, la Valle dei templi. Sembra di snocciolare un rosario di passione”. Era il 1990, ventisei anni fa, quando Domenico Modugno pronunciava queste parole nel discorso di insediamento del Consiglio comunale di Agrigento, tra le fila dell’opposizione di un Consiglio che avrebbe in quel giorno eletto allo scranno più alto il democristiano Roberto Di Mauro.

Eletto in parlamento coi Radicali, alle Amministrative del maggio del 1990 divenne consigliere comunale ad Agrigento; in aula Sollano rimase fino allo scioglimento del Consiglio comunale, nel settembre del 1992, con l'esplosione dello scandalo delle somme urgenze. Era già senatore della Repubblica e questa fu la sua unica esperienza di consigliere comunale. Modugno amava Agrigento e amava Lampedusa, dove morì proprio il 6 agosto di 22 anni fa nella sua casa all’isola dei Conigli. 

Il manicomio e il concerto. Le ragioni della sua candidatura nella città dei templi vanno ricercate nella battaglia nata dallo scandalo dell’ospedale psichiatrico, chiuso poi nel 1988. E fu proprio ad Agrigento che ricominciò a cantare dopo l’ictus che lo colpì gravemente nel 1984.  “Aveva promesso ai malati dell’ospedale psichiatrico che avrebbe cantato per loro, dopo lo scandalo voleva ricucire il legame tra la città e i malati”, ci racconta emozionato ritornando indietro con la memoria, Gaetano Benedetto, attuale presidente del WWF Italia, allora assistente parlamentare di Modugno. L’ultima sua esibizione era stata a Broadway nell’84 e quel 3 marzo del 1989, al palazzetto Nicosia, ritornava protagonista dopo la malattia. Un'ora di spettacolo senza interruzioni, dove cantò quattordici canzoni del suo repertorio classico. Un successo che ebbe eco nazionale quello del "Concerto per non dimenticare".

L’esperienza in Aula Sollano. “Modugno non era un politico, ma un uomo prestato alla politica. All’inizio avremmo voluto che fosse Pannella, il leader del partito radicale, il candidato capolista, ma Pannella mi indicò Modugno. Non convincevano le candidature di Adele Faccio o di Emma Bonino, quest’ultima troppo impegnata. La scelta ricadde così su Modugno, si trattò di una candidatura simbolica che ebbe però molto successo e fu sostenuta direttamente dallo stesso Pannella che venne ad Agrigento per il comizio finale”, ci racconta Angelo Capodicasa che condusse al tempo la campagna elettorale dei Radicali ad Agrigento.

Modugno fu eletto nella “Lista per Agrigento” insieme allo stesso Capodicasa, Giuseppe Arnone e Lillo Miccichè. Non furono molte le sedute di Consiglio comunale in quell’anno e mezzo, ma nonostante i problemi di salute e gli impegni istituzionali a Roma, fu presente almeno una volta al mese. In aula interveniva poco a causa delle difficoltà di linguaggio che quell’ictus gli aveva provocato. Eppure non rinunciava a prendere la parola quando si trattava di temi che lo agitavano.

“I portatori di handicap di Agrigento sono circa mille. Questi usufruiscono di una scarsissima assistenza diretta dalle strutture pubbliche. Quel poco che si fa è gestito da associazioni private che usufruiscono di miseri finanziamenti. Gli  interventi del Comune sono poco significativi, a parte qualche scivolo o posteggio, quasi niente si vede a favore di questi concittadini.  Eppure questa è una città piena di barriere architettoniche, si pensi ad esempio a questo stesso edificio, all’ospedale, alla posta”, affermava in un intervento.

E ancora: “Ritengo assurdo aumentare la tassa della spazzatura dal momento che il cittadino è privo dell’alimento più necessario qual è quello dell’acqua. Non si capisce come non si provvede a finanziare le ricerche idriche, mentre si aumenta addirittura del 33 percento la tassa relativa ai rifiuti”. 

Modugno sposò poi tutte le battaglie politiche di Arnone e sono diverse le interrogazioni presentate insieme al suo gruppo consiliare. “Era una persona molto gradevole, eravamo molto vicini. Affascinato dalla vicende che sollevavo in Consiglio, appoggiava tutte le mie battaglie, in particolar modo quelle ambientaliste”, dice Giuseppe Arnone che lo ricorda con immenso affetto.

Il rapporto con Agrigento. “Una persona che traboccava di amore per la vita - ci racconta ancora Benedetto - . Aveva una sensibilità straordinaria ma anche dei momenti in cui mostrava una certa durezza. Era un esteta, riusciva a cogliere e a percepire la bellezza, da artista qual era. In Agrigento vedeva una possibilità di valorizzazione dei beni culturali, soprattutto una valorizzazione del museo archeologico. La Valle era per lui l’elemento baricentrico e pensava potesse essere gestita meglio. Ricordo che quando andavamo ad Agrigento soggiornavamo sempre a Villa Atena, ci affacciavamo e di fronte avevamo il tempio della Concordia e Mimmo godeva di quella bellezza. Ricercava la bellezza a tutto tondo, non solo nel piacere estetico visivo, ma anche nel sapore, negli odori. Amava i giardini di aranceti, amava il silenzio del monastero di Santo Spirito. Amava passeggiare al Viale della Vittoria dove trovava una sua localizzazione alla Montalbano”.

Una persona che Gaetano Benedetto definisce con una sola parola: "Emozionante". Mister Volare che coi suoi successi planetari ha rappresentato nella storia della musica italiana e internazionale un punto di rottura e l'inizio di una nuova era. Una personalità che, anche se per poco tempo, Agrigento e il Palazzo di città hanno avuto l’onore di ospitare. Un impegno che oggi, a distanza di 26 anni, pochi ricordano e nessuno commemora. 

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