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Ricettività Agrigento quando non c'era Tripadvisor

Tassare i turisti con la tassa di soggiorno? Di certo Gellia si starà rivoltando dentro la sua introvabile tomba. Ma leggendo le memorie lasciate nel tempo da molti illustri viaggiatori...

di Elio Di Bella - 05/12/2015

Tassare i turisti con la tassa di soggiorno? Di certo Gellia si starà rivoltando dentro la sua introvabile tomba. Lui che, è passato alla storia come il più ospitale nella storia della città dei Templi. Diodoro Siculo ci racconta che il nostro concittadino disponeva i suoi servi alle porte di Akragas per invitare i forestieri a prendere alloggio nelle case del padrone, veri alberghi per gli stranieri. Un giorno giunsero in città ben cinquecento cavalieri sorpresi dal cattivo tempo. Nello spazio di poche ore tutti furono degnamente accolti e Gellia stesso regalò a ciascuno nuovi abiti, tra cui un himation e un chitone, tra gli abiti greci più importanti. Roba d’altri tempi. Oggi troveranno piuttosto i padroni dei bed and breakfast davanti alla porta in qualità di esattori per conto del Comune.

Ma qual è stato nel passato il rapporto tra Agrigento e i forestieri? Lo possiamo scoprire leggendo le memorie lasciate da molti illustri viaggiatori. I loro testi oggi forse sarebbero su Tripadvisor, ma ieri erano note di viaggio spesso dettagliate ed impietose nei riguardi anche degli albergatori agrigentini.

Gellia e i suoi servi vengono ricordati dal viaggiatore Girolamo Orti nel libro, stampato a Verona nel 1825 "Viaggio alle due Sicilie", ma per un confronto tutto a perdere per la Girgenti del primo Ottocento: “Una furia di uomini da un lato all´altro ci attornia. Non erano già più questi i servi di Gellia allegati anch’essi un di alle porte di Agrigento per condurre ogni forestiero gratuitamente al suo ospizio, ed alle sue mense: ma altrettanti laceri ciceroni, che presero tosto a contrastarsi l’un l’altro chi per interesse, e chi per vanto la nostra scelta. Ci scortano intanto facendo insieme alle pugna verso il convento de’ Francescani: infine uno di essi la vince, precede gli altri, e facendosi largo a colpi di braccia, e col suo modo di andare si ostenta a tutti: il perché arrivati al convento quasi di necessità a nostra guida lo si accettò pel di seguente. Fummo accolti da quel Priore colla maggior cortesia” . 

Dieci anni dopo Alessandro Dumas cerca un albergo a Girgenti: “Andammo alla ricerca di un albergo in cui passare la notte. Disgraziatamente non era facile trovarlo in Girgenti la Magnifica! Il nostro amico Ciotta ci condusse in due camerette alle quali insolentemente si dava il nome di albergo: dopo una lunga conversazione, con l’oste prima, poi con la moglie, ci convincemmo che bene o male avremo trovato da mangiare, ma nient’affatto per dormire! Finalmente una terza osteria rispondeva alle due condizioni che reclamavamo, con somma meraviglia degli abitanti che non riuscivano a capacitarsi delle nostre esigenze.  Ci affrettammo ad assicurarci la stanza, con i due miserabili lettucci che l’ammobbigliavano, e dopo averci ordinato il pranzo alle sei della sera, liberatici dalle pulci che si erano attaccate ai nostri pantaloni, ci mettemmo in cammino per visitare gli avanzi della città di Cocalo, per quanto ne dice Diodoro di Sicilia”.

Le condizioni degli ostelli agrigentini migliorarono un po’ però nei decenni successivi. Gellia ritorna nelle pagine del diario di Ernest Renan che alloggia in un albergo intestato proprio a Gellia, dopo una intensa giornata ai templi, nel settembre del 1875. Quella faticosa giornata ci aveva spossati e il cordiale banchetto che ci diedero gli Agrigentini sul campo stesso delle ruine non avea fatto che ispirarci il desiderio del riposo. Ricevemmo quindi con gioia la notizia che la ospitalità ci era preparata presso Gellia - scrive Renan -  Gellia fu un ricco cittadino dell’antica Agrigento… Il suo nome è divenuto quello di un albergo in cui prendemmo dolcissimo riposo, dolce ma breve”.

Insieme al Gellia sono stati aperti a Girgenti tra la fine dell’Ottocento gli alberghi Belvedere, Grand Hotel des Temples, Albergo Centrale, Bella Napoli, Roma, Venezia, EmpedocleSappiamo per certo che Alessandro Dumas alloggiò al Bella Napoli e Edward Morgan Forster all’albergo Empedocle nel 1902, dove si trasferì presto dopo una pessima esperienza presso l’albergo Belvedere, trovato in brutte condizioni igieniche.

Forster pubblicato il racconto “Albergo Empedocle” e da quelle pagine sappiamo che c’era allora a Girgenti un servizio di navetta gestito dagli albergatori, che mandavano il proprio omnibus a cavallo alla stazione per accogliere i turisti.

Il narratore riguardo alla pulizia dell’albergo Empedocle non usa mezza termini: l’albergo è "dirty", sporco.  Neanche il cibo si salva: il lunch risulta infatti indigesto e il vino ha reso "pesanti" i componenti della piccola comitiva. La stanza puzza di olio da lam­pada e muffa. Su una parete campeggia una stampa coloniale del martirio di Sant' Agata che viene descritta come "disgusting" e "ugly", cioè disgustosa e brutta.  

Migliori i ricordi di Luigi Vittorio Bertarelli, fondatore del Touring Club Ciclistico Italiano, ospite nel 1898 dell’albergo Belvedere: "Passai la serata sulla terrazza dell’albergo Belvedere, che domina tutto l’altipiano… Ero solo coi miei pensieri. Vidi il tramonto di fuoco, poi il crepuscolo violetto, poi si fece notte. Si accesero i lumi della città, laggiù cominciò a brillare il faro di Porto Empedocle e, sul mio capo, le stelle. I rumori si spensero a poco a poco intorno a me, tutto divenne buio nelle case dormenti. Allora la luna si alzò dal mare, rossa, grande e rapida, rallentò la sua ascesa e si fece piccola, bianca e fredda. Ai suoi raggi rividi, nella penombra, tutta Agrigento. La terra nera si andò disegnando di borri e di campi, emersero dalle basse boscaglie d’ulivi i colonnati scuri. Quella notte rimasi lungamente così, là, nell’estasi della muta contemplazione".

Douglas Sladen in visita ad Agrigento alla fine dell’Ottocento descrive i servizi per i turisti nella Girgenti di allora: "Autobus dagli alberghi portano alla stazione. L’albergo migliore nella città è il Belvedere il cui proprietario, Sig. Oreste De Angelis, è una persona tenuta in considerazione nella comunità, la persona migliore per un forestiero se si vuole assistenza o informazioni. La cucina è di prima categoria in questo albergo e la vista dal suo terrazzo superba. L’Hotel des Temples, l’albergo più costoso, è frequentato da americani e dagli inglesi più ricchi e si trova in buona posizione rispetto alla città ed i tempi. Tutti gli stranieri, eccetto i tedeschi vanno in uno di questi alberghi".

A quanto pare invece, piuttosto gradevole fu il soggiorno a Girgenti per Joannes Brahms e per il suo amico J. V. Widmann. Il visitatore Daniel Simond (arrivato ad Agrigento nel 1956) riporta infatti questo ricordo: “L’attuale proprietario dell’albergo Belvedere, non era che un bambino (quando arrivarono Brahms e Widmann), ma ricorda tutto molto bene e mostra con fierezza le firme che il celebre compositore tedesco e l’insigne critico del Bund hanno lasciato sul libro di suo padre; fierezza tanto fondata in quanto in un suo piacevole scritto, Widmann consacra quasi due pagine per lodare l’ospitalità ricevuta e vantare il colpo d’occhio che si gode dalle finestre dell’albergo e giustificandone il nome”.

Molto altro ancora potremmo aggiungere per riferire molteplici osservazioni di natura turistica che possiamo leggere in appunti di viaggio e ampi testi di viaggiatori del Grand Tour e delle epoche più recenti. Concludiamo con una ricordo di Gabriel Faure del Grand Hotel des Temples. "L’albergo nuovo in piena campagna fra la città moderna e i templi permette delle lunghe sieste sotto il verde e i fiori delle sue terrazze. Il grano ondeggia alla brezza che viene dal largo, alberi di ciliegie, di prugne e mele alzano le loro corone verso il cielo azzurro come il mare".

Certamente spettacoli come questi hanno ripagato i visitatori dei tanti disagi affrontati. E probabilmente per alcuni viaggiatori di oggi potrebbe ancora essere così. La nuova tassa di soggiorno forse non verrà poi molto a pesare, considerando le emozioni che desta ancora oggi la Valle dei Templi. Assolutamente impagabili.

 

Alcune delle foto della galleria in basso sono tratte dal gruppo Facebook Agrigento in bianco e nero

 

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